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COMUNICATO DELL' 11 gennaio 2003


CONFERMA DELL'ASTENSIONE


Si riporta il testo del comunicato inoltrato al Governo per confermare l'astensione



Al Presidente del Consiglio dei Ministri

On. Silvio Berlusconi


Al Ministro della Giustizia

On. Roberto Castelli


OGGETTO: Astensione dall'attività di udienza dei magistrati di tribunale aderenti all'Associazione Feder.M.O.T. nei giorni dal 27 al 31 gennaio 2003




Eccellentissimo Signor Presidente del Consiglio,

Onorevole Signor Ministro,



Facendo seguito alle comunicazioni già inviate nelle scorse settimane, con cui si chiedeva alle SS.LL. Illustrissime l'apertura di un dialogo con la categoria dei magistrati onorari di tribunale (G.o.t. e V.p.o.), e si dava rituale avviso della volontà della Federmot di dare vita a un'astensione nei giorni dal 27 al 31 gennaio 2003, nel caso non fossero state assunte decisioni dal Governo in ordine alle richieste, peraltro minime, formulate dalla categoria, mi corre l'obbligo di rinnovare formale avviso che l'astensione in oggetto, già deliberata dal Consiglio Direttivo della FederMOT e confermata nel corso della riunione tenutasi presso l'Aula "Occorsio" del Tribunale di Roma in data 21 dicembre 2002, avrà luogo come previsto.


La notizia dell'astensione è stata data su numerosi quotidiani nazionali (una rassegna stampa è disponibile sul sito internet dell'Associazione); tuttavia mi permetto di suggerire all'On.le Signor Ministro di voler cortesemente disporre affinché i Signori Presidenti di Tribunale e Procuratori della Repubblica siano portati a conoscenza dell'astensione anche dal Ministero della Giustizia, trattandosi di un'agitazione che riguarderà oltre 3.000 g.o.t. e v.p.o. (pari circa alla metà dei magistrati, onorari e di carriera, addetti al contenzioso di tribunale civile e penale) e che comporterà probabilmente un fortissimo rallentamento dell'attività giudiziaria.


Rendo altresì noto che, ai sensi del Codice di Autoregolamentazione della Federmot, i magistrati che aderiranno all'astensione garantiranno i seguenti servizi essenziali:

le attività investigative, istruttorie, processuali di qualsiasi natura, relative ai procedimenti indicati nella L. 7 ottobre 1969, n. 742 e successive modificazioni, con le precisazioni e limitazioni seguenti:

  1. In materia civile e del lavoro il divieto di astensione è limitato ai processi relativi ai licenziamenti e ai procedimenti sommari di natura cautelare, inclusi quelli previsti dalle leggi speciali in tema di repressione delle condotte antisindacali e discriminatorie;

  1. In materia penale l’astensione non è consentita nei procedimenti e processi con imputati detenuti; non è altresì consentita in relazione al compimento degli atti urgenti previsti dall’art. 467 c.p.p., o ai procedimenti e processi relativi ai reati per cui è imminente la prescrizione o, se pendenti in Cassazione maturi nei successivi 90 giorni;

  1. In materia di sorveglianza l’astensione è consentita solo relativamente ai procedimenti concernenti i condannati in fase di sospensione dell’esecuzione, e alle attività non aventi carattere processuale;

  1. Hanno natura cautelare ed urgente tutte le controversie, civili o penali, in cui 1’efficacia di un provvedimento decada se non convalidato o confermato entro termini perentori;

  1. Debbono altresì essere sempre assicurati gli adempimenti urgenti ed indifferibili dei pubblici ministeri non previsti dalle indicazioni precedenti


Come precisato più analiticamente nella corrispondenza già intercorsa, le nostre richieste si concentrano sull'inquadramento in un ruolo a tempo indeterminato e sulla corresponsione di una retribuzione adeguata alle funzioni che svolgiamo.


Siamo invece aperti ad ogni soluzione per ciò che riguarda le modalità di tale inquadramento e il momento da cui dovrebbero decorrere i benefici economici del nuovo trattamento retributivo, non essendo nostra intenzione frapporre ostacoli di ordine finanziario alla riforma che sollecitiamo.


Credo che, pertanto, anche il tenore delle nostre richieste possa testimoniare lo spirito collaborativo e il senso di responsabilità al quale siamo abituati ad attenerci nell'esercizio delle nostre funzioni.


Con deferente ossequio.

 

Roma, lì 11 gennaio 2003


Il Presidente

Paolo Valerio