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COMUNICATO DEL 18 novembre 2003


LETTERA AL MINISTRO CASTELLI


 

FEDER.M.O.T.

Federazione Magistrati Onorari di Tribunale

00139 Roma - Via F. Miceli Picardi n. 20, int.5

Codice fiscale: 97248850584

www.federmot.it


Il Presidente

Avv. Prof. Paolo Valerio

E-mail: paolo_valerio@hotmail.com

Al Signor Ministro della Giustizia

Sen. Roberto Castelli


Signor Ministro,

il prossimo 31 dicembre 2003, mille magistrati di tribunale, in servizio con la qualifica di Got o di Vpo, dovrebbero cessare dall’incarico.

Tale epilogo prenderebbe le mosse da un’interpretazione del secondo periodo dell’articolo 42 quinques del R.d. 30 gennaio 1941, n. 12, sfavorevole alla categoria ma adottata dal Consiglio Superiore della Magistratura.

La Federmot dissente da tale interpretazione per i motivi di diritto specificati in una nota inviata al Consiglio Superiore (all.1).

Gli argomenti giuridici che confortano l’interpretazione della Federmot potrebbero essere riproposti, a tempo debito, avanti al giudice amministrativo se, entro la fine dell’anno, non sopravvenissero fatti nuovi.

Confido, tuttavia, che entro il prossimo 31 dicembre l’interesse ad agire in giudizio dei mille magistrati in scadenza possa venire meno, all’esito di una soluzione politica di più ampio spettro da assumere con provvedimento legislativo urgente.

E’ infatti venuta a cadere da parte della Presidenza della Repubblica ogni preclusione in ordine all’ipotesi che il Governo intervenga in materia.

A tale riguardo mi viene data comunicazione che il Signor Presidente della Repubblica ha affidato al Governo, nella persona del Signor Ministro della Giustizia, la soluzione del suddetto problema.

Sarebbe pertanto venuta meno ogni pregiudiziale del Quirinale in ordine ad una soluzione in via d’urgenza; stante la ristrettezza dei tempi imposta dalla imminente scadenza, infatti, non è dato ipotizzare soluzioni compatibili con l’ordinario iter parlamentare.

Nell’eventualità che il Governo intenda intervenire sulla normativa relativa alla durata dell’incarico, auspico che tale intervento avvenga nell’ottica di una futura e più generale riqualificazione della categoria, ma che, intanto, faccia salve le competenze maturate dai Got e Vpo in questi anni.

A tal fine mi permetto di suggerire la sostituzione dell’attuale disposizione contenuta nel secondo periodo dell’art. 42 quinques O.G. (“Il titolare può essere confermato alla scadenza, per una sola volta”) con la seguente: “Il titolare può essere confermato, ad ogni scadenza, per un ulteriore triennio”.

La novella proposta realizzerebbe un contemperamento tra l’interpretazione che il legislatore del 1998 si era riproposto di avallare ( si legge infatti nella relazione di accompagno al D.L.vo 19 febbraio 1998: “...si è esclusa, altresì, la predeterminazione della durata della conferma (inizialmente equiparata a quella della nomina), consentendo così di paramentrarla, nel caso concreto, al residuo periodo di operatività della disciplina...” ) e l’interpretazione restrittiva avallata dal Consiglio Superiore; il magistrato onorario sarebbe infatti sottoposto ad un giudizio di idoneità a cadenza triennale (diversamente da quanto prefigurato dal legislatore del 1998) ma in compenso non giungerebbe a scadenza, come invece prefigurato dal Consiglio Superiore, nel momento in cui ha acquisito un’elevata e preziosa competenza.

A margine di queste considerazioni di ordine tecnico, oso affidarLe, Signor Ministro, una riflessione di ordine generale; l’interpretazione del Consiglio Superiore realizza un meccanismo di sostituzione di magistrati onorari con altri magistrati; questo meccanismo a noi Got e Vpo potrebbe andare bene purché i nuovi arrivati fossero magistrati professionali e non magistrati onorari come noi ma meno esperti di noi. Crediamo, Signor Ministro, che i cittadini meritino un magistrato all’altezza del proprio ruolo, corroborato di quell’esperienza che gli stessi uditori giudiziari non possono vantare al primo giorno di lavoro come titolari di un proprio ruolo. Quell’esperienza, Signor Ministro, noi ce l’abbiamo. Per questo dissentiamo da quanti ravvisano nella nostra figura un mero percorso formativo e riteniamo tale qualificazione un mero escamotage per giustificare la precarietà della nostra carica; la formazione non può avvenire sulla pelle dei cittadini e un magistrato a tempo determinato non ha l’indipendenza e il prestigio richiesti a chi commina sanzioni penali per reati puniti con la reclusione fino a ventiquattro anni.

La ringrazio, Signor Ministro, per la cortese attenzione che Ella pone ai problemi della magistratura onoraria e La prego di voler gradire, insieme ai segni della mia stima, i miei più deferenti ossequi.


Roma, 18 novembre 2003

Paolo Valerio