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CSM: IL PRESIDENTE FERRI SULLA MAGISTRATURA ONORARIA DI TRIBUNALE
Gentili Colleghi, L’apertura del Presidente Ferri e la presenza nella Commissione che si occupa della Magistratura Onoraria di personalità notoriamente sensibili alle problematiche della nostra categoria, consentono di riporre una rinnovata fiducia nell’organo di governo della magistratura. Indubbiamente, se si vuole conferire maggiore efficienza ed efficacia alla funzione giurisdizionale, si deve avere il coraggio di strutturare le risorse umane disponibili secondo moduli organizzativi nuovi e adeguati alle sfide di un Paese in forte ascesa sia sul versante economico che su quello delle relazioni di politica internazionale. Appare infatti mortificante l’immagine che si ha all’estero dell’Italia in materia di giustizia, ed è allarmante la certezza che gli interessi giuridicamente protetti degli operatori economici non possano ricevere, attualmente, un’adeguata tutela giurisdizionale. In tale ottica la Federmot esprime soddisfazione per l’ipotesi anticipata dal Presidente Ferri di rimettere mano alle circolari sull’utilizzo dei got e dei vpo, al fine di eliminare alcune restrizioni quali il divieto imposto durante la scorsa consiliatura ai magistrati onorari di tribunale di avere un ruolo proprio e di partecipare alla composizione dei collegi giudicanti. Il Presidente Ferri ha sottolineato altresì la necessità di una rigorosa verifica della professionalità dei magistrati onorari di tribunale. Tale indicazione – che si pone in continuità con la linea inaugurata durante la precedente consiliatura sotto la presidenza del Cons. Ernesto Aghina – è condivisa senza riserve dalla Federmot; i magistrati onorari di tribunale, infatti, amministrando la Giustizia nelle stesse materie devolute alla magistratura professionale, devono garantire un grado di professionalità adeguato, sottoponendosi ad una verifica rigorosa nel momento della selezione e della formazione iniziale e valorizzando il patrimonio di esperienze e conoscenze acquisite sul campo sia attraverso la continua osmosi con i magistrati professionali che attraverso un programma di formazione permanente improntato alla consapevole condivisione della cultura della giurisdizione. Nell’ottica di un’eventuale riforma ordinamentale che conferisca maggiore stabilità alla magistratura onoraria di tribunale, la Federmot non esprime neppure preclusione alcuna verso strumenti di verifica selettiva che tengano conto delle capacità dimostrate nel concreto esercizio delle funzioni giudiziarie onorarie. A tale riguardo, commentando l’ipotesi di stabilizzazione della magistratura onoraria, il Cons. Ferri ha altresì affermato che si tratta di “una questione che riguarda esclusivamente il Legislatore”. Nell’apprezzare il contegno del Presidente della Ottava Commissione rispettoso delle prerogative legislative del Parlamento e del Governo, la Federmot non può peraltro sottacere che solo una riforma largamente condivisa dalla magistratura professionale può ragionevolmente ambire a tagliare il traguardo Parlamentare entro tempi ragionevoli e con il favore di tutte le Forze Politiche ed auspica pertanto l’autorevole contributo del CSM anche su questa delicata quanto imprescindibile questione che riguarda, oltre alla dignità dei magistrati onorari di tribunale, la sostenibilità del carico giudiziario e, quindi, la credibilità dell’intera magistratura italiana. Avv. Paolo
Valerio |