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LETTERA APERTA AI MAGISTRATI
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Con la ripresa dell’attività giudiziaria si ripropone il problema di cosa fare della magistratura onoraria di tribunale e di come fronteggiare quello che alcuni Amici hanno definito come il “vivace sindacalismo della Federmot”. Il ritardo nei pagamenti delle indennità percepite da Got e Vpo, è solo l’ultimo, almeno in ordine cronologico, dei problemi che attanagliano i magistrati onorari di tribunale: la ciliegina sulla torta. Anzi, a onor del vero, il decreto Bersani non solo è giunto come uno schiaffo benefico a risvegliare la componente più defilata della categoria, riavvicinandola alla Federmot, ma ha anche deluso l’ottimismo sadico di qualche esponente politico che, commentando le recenti vicissitudini dei malcapitati magistrati onorari di tribunale, ne aveva auspicato e predetto la morte per inedia. Fatti, invece, i debiti scongiuri, non resta che prendere atto che ad agonizzare è la politica italiana che da anni non trova la forza di risolvere problemi tanto annosi quanto banali; e il nodo principale che tutti temono di sciogliere rimane non tanto quello di stabilire come e quando debbano essere pagati i magistrati onorari di tribunale (moneta? titoli di stato? assegni post-datati? concessioni di terreni demaniali? Un accordo si trova…), bensì quello di decidere quanto debbano essere pagati e quali debbano essere i tratti distintivi del loro rapporto di lavoro. Se la soluzione prescelta dovrà contemperarsi col dogma della temporaneità, sarà necessario che questa temporaneità sia incentrata sulla opportunità, per i capaci e meritevoli, che sono probabilmente una larga maggioranza, di proseguire a seguito di periodiche verifiche il rapporto di servizio temporaneo sino all’età pensionabile e in condizioni economicamente compatibili con la dignità e con il decoro di chi deve amministrare la Giustizia ordinaria. E chi pensa di fare economia affamando i magistrati onorari di tribunale compie un duplice errore, perché l’economicità serve a poco senza l’efficienza e l’efficienza può essere raggiunta solo consentendo al servizio giustizia di autofinanziarsi e di valorizzare le proprie risorse umane. Insomma il problema è far girare più risorse, non farne girare di meno. A tal uopo, autorevoli studi economici dimostrano che, incrementando il numero dei procedimenti e dei processi evasi e riducendone la durata, aumenterebbero sia la propensione degli utenti a sostenere maggiori spese di giustizia sia la domanda totale di giustizia, con conseguente aumento del gettito erariale, mentre diminuirebbe la propensione degli utenti a proporre quelle domande giudiziarie dilatorie che intasano ulteriormente il già congestionato apparato giudiziario. In linea con le indicazioni anticipate dal Presidente della VIII Commissione CSM, Got e Vpo sono pronti a incrementare la propria produttività; tuttavia una parte delle somme introitate dall’erario a titolo di contributo unificato e di imposta di registro sui procedimenti assegnati ai magistrati onorari di tribunale e sulle sentenze da questi depositate dovrebbe essere utilizzata per incentivare, tramite meccanismi premiali, la quantità e la qualità del lavoro svolto dai Got e dai Vpo. Diversamente non c’è da aspettarsi niente di buono. La Federmot ha tutto l’interesse a scongiurare una nuova stagione di tensioni istituzionali e di agitazioni; tuttavia lo stato di agitazione è l’effetto e non la causa di un modo di gestire la giustizia nel quale nessuna persona ragionevole può ravvisare una ratio coerente con le esigenze di una moderna giurisdizione. Per agire sulle cause e, contestualmente, attenuare l’esasperazione di una categoria esacerbata dall’inerzia pluriennale del legislatore, occorre assumere un impegno politico esplicito nei confronti dei magistrati onorari di tribunale, fondato sul preventivo assenso della magistratura professionale. La proposta Vitali-Siniscalchi è stata insabbiata perché forniva una risposta non sufficientemente condivisa ad un problema che tuttavia sussiste e deve essere affrontato e risolto all’insegna di una definitiva pacificazione generale nella quale ognuno deve accettare di addivenire a reciproche concessioni. Nella Finanziaria per il 2007 devono essere individuati i fondi necessari a varare una riforma, condivisa da tutte le Forze Politiche e dalla Magistratura professionale, che definisca lo status giuridico dei Got e dei Vpo sulla base di quei vincoli che l’attuale momento storico impone, a tutte le parti in causa, compresa la Federmot, di accettare. Avv.
Paolo Valerio |