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COMUNICATO
STAMPA
4.000 MAGISTRATI DI TRIBUNALE
PRONTI ALLO SCIOPERO CONTRO IL DECRETO BERSANI
| La Federmot, che con i suoi 1.800 iscritti è, dopo l’ANM, il più grande sindacato italiano di magistrati, esprime sconcerto e incredulità per la decisione del Governo di varare all’interno del Decreto Bersani disposizioni che stanno determinando il blocco dei pagamenti dei magistrati onorari di tribunale oltre al blocco dei pagamenti di altri colleghi e operatori del settore quali i giudici di pace, gli avvocati iscritti al gratuito patrocinio, i consulenti tecnici, gli interpreti e i traduttori. A fronte di questo grave e ingiustificato attacco all’indipendenza dei magistrati, operato senza interpellare né il Ministro della giustizia, né i sindacati di categoria, la Federmot è pronta a scendere in sciopero se l’articolo 21 del decreto non sarà ritirato e invita l’ANM ad appoggiare con tutti i mezzi possibili tale iniziativa. Se vi saranno costretti, i magistrati onorari di tribunale valuteranno altresì l’opportunità di sospendere o ritardare sino ai termini massimi consentiti il deposito delle sentenze civili, pur nella consapevolezza che tale eventualità determinerà la diminuzione del gettito erariale, essendo le sentenze soggette a tassa di registro. Il disappunto dei 4.000 giudici di tribunale e vice procuratori della Repubblica è vieppiù rafforzato dal ragionevole dubbio che il Governo, ritardando di fatto per alcuni mesi il pagamento delle retribuzioni dei magistrati, persegua non tanto l’obiettivo di non pagare gli interessi sulle anticipazioni quanto il fine di raddrizzare il bilancio di Cassa: prova ne è il fatto che il decreto non disciplina adeguatamente le nuove modalità di pagamento alternative all’anticipazione di spesa sino ad oggi sostenuta da Poste S.p.A.. La Federmot
attende un immediato segnale di ravvedimento da parte del Ministro Bersani
e attende fiduciosa le scuse ufficiali del Governo, in mancanza di che
darà appuntamento ai propri iscritti e alle altre categorie colpite
dal provvedimento, sotto Palazzo Chigi, per testimoniare al Signor presidente
del Consiglio e ai cittadini italiani la propria indisponibilità
a continuare l’esercizio della giurisdizione dopo questo ennesimo
irriguardoso affronto all’autonomia e all’indipendenza della
magistratura italiana, che nuoce ai singoli cittadini non meno che alla
politica economica del Paese, non essendo immaginabile che l’economia
di libero mercato possa svilupparsi in un contesto politico e culturale
in cui non viene salvaguardata la funzione giurisdizionale. Roma, 12 luglio 2006 Paolo Valerio Presidente Feder.M.O.T.
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