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DEL TAVOLO TECNICO


(O DEL PERCHE’ CARLA STROPPA SCIOPERA)

(O DEL PERCHE’ CI MERITIAMO DI ESSERE GIUDICATI PER QUELLO CHE FACCIAMO)

 

Gentili Associati e Colleghi,

sono costretto a richiamare la Vostra attenzione su alcuni fatti di una certa gravità che rischiano di compromettere gli interessi della nostra categoria e l’esito della delicata trattativa in corso col Governo, con la Magistratura ordinaria e con l’Avvocatura.

Partiamo dalla leggenda che circola da un paio di settimane in alcuni uffici giudiziari del nord Italia, e che ha assunto quattro diverse varianti:

1) la Federmot non doveva proclamare lo sciopero perché il Ministro della Giustizia sta per stabilizzare Got e Vpo;
2) la Federmot non doveva proclamare lo sciopero perché il Ministero della Giustizia ha istituito un tavolo tecnico grazie al quale saranno stabilizzati Got e Vpo, solo che la Federmot scioperando dimostra di non volersi sedere al tavolo tecnico;
3) la Federmot non doveva proclamare lo sciopero perché in questo modo il Ministero della Giustizia non istituirà più un tavolo tecnico il cui scopo era quello di stabilizzare i Got e i Vpo;
4) la Federmot non doveva proclamare lo sciopero proprio adesso che un'altra associazione (di cui però non si conosce lo statuto, il numero di iscritti e i componenti degli organi direttivi) aveva raggiunto un accordo col Ministero della Giustizia per stabilizzare Got e Vpo.

Prima di dire quali notizie sono false (tutte) e quali vere (nessuna), facciamo un po’ di chiarezza.

Cos’è il (famigerato) tavolo tecnico?

Il tavolo tecnico è una conferenza di persone competenti in una determinata materia incaricate di formulare valutazioni tecniche su un determinato argomento. L’argomento del tavolo tecnico è stabilito dal soggetto che promuove il tavolo tecnico; i componenti del tavolo tecnico sono designati dai soggetti invitati a partecipare al tavolo tecnico. Può articolarsi in una o più riunioni.

Esempio: la Presidenza del Consiglio dei Ministri convoca un tavolo tecnico sulla proposta di legge AC 5163 invitandovi i soggetti designati dalla Federmot, dal Ministero della Giustizia, dal Ministero dell’Economia e dal Ministero della Funzione Pubblica; questi soggetti delegano un proprio esperto a partecipare al tavolo (es. un avvocato, il capo dell’ufficio legislativo, il capo gabinetto, ecc.); il Capo Gabinetto della Presidenza del Consiglio o un Capo Dipartimento o un loro delegato presiede il tavolo tecnico.

Il tavolo tecnico non va confuso col tavolo politico.

Cos’è il tavolo politico?

Il tavolo politico è una conferenza tra soggetti politici e istituzionali che si confrontano su un determinato argomento per verificare la possibilità di individuare un comune indirizzo politico che sarà sviluppato in una successiva sede tecnica, eventualmente mediante l’istituzione di un tavolo tecnico. Può articolarsi in una o più riunioni.

Esempio: il Ministro della Giustizia convoca un tavolo politico sul problema della magistratura onoraria invitandovi i presidenti dell’ANM, del CNF e della Federmot; il Ministro, un Sottosegretario o un esponente politico della Maggioranza particolarmente autorevole presiede il tavolo politico.

Il tavolo tecnico non va confuso con la commissione di studio.

Cos’è la commissione di studio?

La commissione di studio è una conferenza di persone esperte in una determinata materia incaricate di studiare una problematica ed eventualmente di elaborare una soluzione.

Ad esempio il Ministro della Giustizia nomina una commissione di studio composta da due docenti universitari, due magistrati, due avvocati e due magistrati onorari, tutti esperti di magistratura onoraria e ordinamento giudiziario, per redigere un progetto di legge sulla riforma della magistratura onoraria di tribunale. Si articola sempre in più riunioni.

Tutto ciò premesso siamo pronti per passare dalle leggende al mondo reale.

Questi i fatti:

Non esiste alcun tavolo politico e nessuna commissione di studio istituita presso il Ministero della Giustizia sulla riforma della magistratura onoraria, al di fuori della Commissione Acone, che ha chiuso i lavori alcuni anni fa senza pervenire a soluzioni univoche o condivise.

Lo sciopero è stato indetto dalla Federmot perché non è stata fatta alcuna apertura dal Governo su nessuna delle nostre proposte che sono:
- equiparazione ai giudici tributari in materia di durata dell’incarico;
- accorpamento della prima e della seconda indennità giornaliere in un unico gettone giornaliero;
- riconoscimento dell’assistenza ai MOT in caso di malattia, invalidità, gravidanza;
- riconoscimento del diritto alla contribuzione previdenziale, seppure senza oneri a carico dello Stato.

Quanto ai tavoli tecnici, è probabile che a breve ne sarà istituito uno sulla magistratura onoraria di tribunale presso il Ministero della Giustizia al quale sarà invitata l’associazione di categoria: la Federmot.

Nulla vieta che a un tavolo tecnico siano invitati esperti designati da associazioni locali o da associazioni non rappresentative a livello nazionale della categoria alla quale si riferiscono; tale scelta viene seguita quando l’organizzatore del tavolo intende farlo fallire sin dall’origine creando i presupposti per un’elevata conflittualità e per una scarsa rappresentatività del tavolo.

Credo e voglio credere che presso il Ministero della Giustizia nessuno abbia in mente di istituire un tavolo tecnico allargato a sigle non rappresentative della categoria; ma quand’anche ciò accadesse, la Federmot si siederebbe al tavolo con spirito costruttivo e direbbe la propria, pretendendo esclusivamente che altre eventuali associazioni di categoria invitate dichiarino e dimostrino il proprio numero di iscritti ed esibiscano il proprio statuto e i nominativi dei componenti dei propri organi associativi.

Comunque chi pensa di creare o appoggiare associazioni di cui si ignora lo statuto, il nome dei componenti gli organi direttivi e il numero di iscritti, prima o poi dovrà spiegare perché non preferisca candidarsi alle elezioni della Federmot, assumendosi la responsabilità di vincere e di governare il prossimo consiglio direttivo o di perdere e restare all’opposizione.

La Federmot infatti si è imposta sulle piccole microassociazioni preesistenti grazie ad un rigoroso rispetto delle regole democratiche: periodico rinnovo delle cariche sociali (il prossimo consiglio direttivo sarà eletto entro il 31 marzo 2007), coinvolgimento della base tramite continue riunioni locali e nazionali, coordinamento e decentramento, collegialità delle determinazioni associative, rispetto delle leggi e rigorosa osservanza delle norme non scritte che regolano le relazioni sindacali.

Come si può pensare di porsi in concorrenza con la Federmot se non si rispettano almeno queste semplici regole?

Fatto sta che alcuni sedicenti rappresentanti nazionali della categoria, dopo essersi fatti ricevere da esponenti della maggioranza peraltro incolpevoli, si sarebbero recentemente compiaciuti di affermare che esiste un tavolo tecnico presso il Ministero della Giustizia di cui farebbero parte (peccato che al Ministero nessuno ne sappia niente…) e di invitare alcuni colleghi Got e Vpo a dissociarsi dallo sciopero proclamato dalla Federmot al fine di non intralciare il buon esito del (inesistente…) tavolo tecnico.

Che dire poi di quel signore che scrivendo al direttore di un noto quotidiano nazionale ha affermato che la propria associazione è pronta a elargire somme di denaro a favore del giudice Carla Stroppa e che tuttavia detta associazione si dissocia dagli scioperi in corso giacché intrattiene serie trattative col Ministero della Giustizia?

Il fatto è che c’è davvero poco da dire…

Dal punto di vista sindacale tali notizie – se poi le vogliamo definire notizie – non meriterebbero alcun commento, anche perché è evidente che solo un perfetto alieno o una persona in mala fede può pensare di tutelare gli interessi di una categoria boicottandone il primo sciopero nazionale dopo 15 mesi di sterili trattative sindacali, sulla base di un futuribile tavolo… tecnico.

Sul piano personale, tuttavia, mi indigna che qualcuno strumentalizzi la vita di Carla Stroppa per far sapere al direttore di un giornale di essere responsabile dell’ennesima associazione – peraltro sconosciuta alle cronache – ingenerando nell’interlocutore il plausibile convincimento che la nostra categoria sia un agglomerato di persone disorganizzate.

Per la cronaca, Carla Stroppa, che ovviamente non ha gradito l’iniziativa epistolare di questo collega, ci fa sapere che per ora non ha bisogno di nulla e che non esiterà a rivolgersi ai suoi colleghi se riterrà di avere bisogno del loro aiuto.

Ovviamente non abbiamo bisogno di scriverlo ai direttori dei giornali che siamo a disposizione di Carla, qualora lei ci onori dell’opportunità di ricambiare in qualche modo la sua amicizia e la Sua generosità nei nostri confronti.


Sempre per la cronaca, Carla parteciperà allo sciopero proclamato dalla Federmot ed ha organizzato una riunione presso l’Università di Perugina Venerdì 1 dicembre 2006 alle ore 17,30 per spiegare i motivi di questa scelta ai propri colleghi.

Carla non ha ricevuto una risposta dal Ministro Mastella alla sua domanda: che ne sarà dei magistrati onorari? Chi pretende una risposta alla domanda di Carla, farebbe bene a partecipare all’astensione.

Un Ministro sa rispettare una categoria che sciopera compattamente e sa ben giudicare una categoria che non sa essere compatta.

Paolo Valerio
Presidente Federmot