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SABATO 17 FEBBRAIO 2007 ore 14,15 RIUNIONE NAZIONALE A ROMA
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Cari Colleghi, Si ha l'impressione che in Italia troppe cose cospirino ad uno scopo unico, centrale: impedirci di votare. In queste ore si è incendiato il dibattito sul futuro della nostra categoria e della nostra Associazione. Le critiche, per quanto aspre, così come le testimonianze di stima verso l'opera svolta sino ad oggi dal consiglio direttivo, testimoniano il rinnovato fermento della Base associativa. Ciò ha restituito al sottoscritto una serenità che avevo perso nell'ultima assemblea nazionale del 17 marzo scorso, quando si erano presentati all'appello 31 associati. La rinnovata vivacità associativa mi induce pertanto a guardare con rinnovata e fiduciosa aspettativa al nostro organo assembleare, nella consapevolezza che vi siano altre persone pronte a raccogliere la sfida da noi lanciata, così consentendo anche al sottoscritto e agli altri consiglieri che non si siano affezionati al proprio ruolo in eccessiva misura, di fare un passo indietro a vantaggio di altri che vogliano farne uno avanti. Con eguale schiettezza affermo che tradirei la Vostra fiducia e i miei doveri omettendo di informarvi che nelle prossime settimane, con ogni probabilità, il governo presenterà in parlamento due progetti di legge collaterali alla riforma dell'Ordinamento giudiziario: un progetto di legge quadro di riforma della magistratura onoraria di tribunale e una legge di riordino della magistratura di pace. La presentazione del primo progetto, a causa della maggiore complessità della materia e della maggiore ampiezza dell'impianto e dell'impatto normativo, dovrebbe tardare di alcune settimane rispetto alla presentazione del secondo; saranno peraltro le Commissioni Parlamentari a valutare un'eventuale trattazione congiunta. E' ovvio, pertanto, che in un frangente così delicato un minimo di continuità associativa, anche in seno agli organi dirigenti, sarebbe utile ed opportuna. In tale ottica trovo ragionevole, oltre che lusinghiera, la richiesta avanzata da molti associati di posticipare le elezioni per il rinnovo del direttivo, peraltro già differite di un anno a causa del passaggio di legislatura, di governo, e di consiliatura CSM, nonché, inutile nasconderlo a noi stessi e agli altri, a causa di un diffuso pessimismo che nella scorsa primavera ha portato la Base ad un momento di stanchezza e disinteresse che avrebbe reso piuttosto surreale la convocazione di una assemblea associativa composta di poche decine di persone. Tuttavia, al momento, e salvo eventuali chiarimenti con l'Assemblea, oltre che con il consiglio direttivo, non sono in grado di accogliere tale suggerimento ritardando ulteriormente le elezioni. Una simile decisione, infatti, non può essere assunta dal consiglio direttivo, neppure in una composizione allargata ai coordinatori locali, peraltro nominati anch'essi dal consiglio direttivo e non dall'Assemblea. Una tale deriva autocratica rappresenterebbe la negazione di tutti i principi democratici che devono reggere un'associazione libera come la nostra. Peraltro, preso atto dell'odioso costume italico di attaccarsi alle poltrone, una proroga del direttivo potrebbe gravemente nuocere all'onorabilità dei sei colleghi del consiglio direttivo, oltre che del sottoscritto che, tuttavia, essendo l'organo deputato a convocare l'assemblea, si chiama, per così dire, fuori dal conteggio. Ebbene, se tali decisioni devono essere demandate, come irremovibilmente ritengo, all'Assemblea, perché essa dovrebbe votare la proroga del direttivo anziché confermare col voto la fiducia a quegli esponenti, del direttivo e non, che hanno meritano la fiducia della Base? Altro problema, che non dovrebbe essere confuso con questo, è quello di concepire nuove disposizioni e istituire nuovi organi per valorizzare le realtà locali e consentire di sfruttare i numerosi cervelli presenti nella nostra categoria; penso a persone come Cavassa, Bovarone, Belloni, Macchini, Mauceri, Cannoletta, Merisi, Mantovani, Cafiero, Calabria, Sicilia, Anselmo, Romilio, Ascensi, Stroppa, Fiore, Iolis, Vellucci, Arminio, Riccetti, Miele, Signaroldi, Berardi, Piccioli, Pasqualucci, Dibari, Guarini, Pizzicoli, Arces, Gennari, Barbatelli, Franco, Catuogno, Ievolella, Piccolo, Ambrosino, Dimitri, Pironti, De Asmundis, Cacciapuoti, Pancaro, Reda, Pitaro, De Marco, Renda, Alfano, Turrisi, Fasciana, Interlandi, Falsaperla, Lo Sacalzo, Nasca, Lufrano, Bonacqua, Goddi, Sini, Pesce, Moranti, Carrello, Lisci, Calamandrei, Luchini , Bianchi, Mantellassi, Giacomelli, Sergi, e a tanti altri che, sentendo meno frequentemente, non ho citato, ma che sono in alcuni casi altrettanto presenti alla vita associativa o sul territorio; e penso ad altri ancora che non si fanno avanti perché non sanno in quali forme convogliare il proprio impegno e la propria disponibilità. Per parlare insieme, proprio di queste forme, senza tuttavia porre tale necessità a pretesto di illegittimi differimenti ad lìbitum delle elezioni, occorre riunirsi. In tale ottica appare ragionevole accogliere la richiesta dei coordinatori settentrionali di trasferire la riunione di Salerno a Roma (a Firenze non è stato possibile per problemi di tempestiva reperibilità dell'aula) il giorno sabato 17 febbraio 2007, alle ore 14.00. Ovviamente a Salerno il sottoscritto o il prossimo presidente dovrà tornare presto; sia per assolvere all'impegno preso con i colleghi Salernitani, sia perché è un circondario eccezionalmente vivace nel quale ero anche stato invitato a tenere il discorso inaugurale dal Presidente della Corte d'Appello, onore cui ho rinunciato volentieri a beneficio della collega Riccetti, che meglio di me ha potuto rappresentare le problematiche locali. Però il legame particolare con Salerno c'è; e nessuno deve dispiacersi se già tre volte il Direttivo vi si è recato, mentre non ha fatto visita - non ancora! - ad altre città. Tuttavia mi pare corretta l'osservazione dei coordinatori settentrionali: il momento è molto delicato e richiede una sede di confronto geograficamente equidistante dalle punte dell'italico stivale. Prego pertanto l'amico Angelo Arminio di riorganizzare a Salerno in altra data, anche a breve, l'evento Salernitano, al quale tengo moltissimo, coordinandoci previamente sulle date per non sovrapporci ai concomitanti impegni istituzionali. Indico pertanto la riunione nazionale dei coordinatori, aperta anche agli altri associati, in Roma, sabato 17 febbraio alle ore 14,30 presso il Tribunale Ordinario di Roma, Aula Occorsio, Piano Terra, Zona P.le Clodio con ingresso da Via Varisco. Si raccomanda di portare il tesserino di riconoscimento per accedere ai locali più agevolmente. Prego anche coloro che intendano intervenire di voler cortesemente predisporre un intervento scritto, auspicabilmente inferiore a 8.000 battute (due pagine word) sia per rendere possibile la pubblicazione dell'intervento, sia per abbreviare l'esposizione a vantaggio degli altri relatori. E a Salerno, solo per ora, un affettuoso Arrivederci, Arrivederci a presto! Paolo Valerio |