In risposta ai colleghi che hanno chiesto di conoscere le date del prossimo
sciopero, la Federmot informa che in base al vigente codice di autoregolamentazione
- "non può essere proclamato un nuovo periodo di astensione se non sono
decorsi almeno trenta giorni dalla conclusione dell’astensione precedente
(§ 3)”
- la proclamazione deve essere comunicata almeno 15 giorni prima dell’inizio
di una nuova astensione (§ 2).
Sommando i due termini, si deduce che il prossimo sciopero di cinque giorni
lavorativi consecutivi non potrà avere luogo in un periodo precedente
a quello compreso tra lunedì 26 marzo e venerdì 30 marzo 2007.
Pertanto, con ogni probabilità, il prossimo sciopero avrà corso in tale
periodo.
Tuttavia, al fine di rispettare la normativa vigente e non incorrere in
illeciti sanzionabili, le date saranno individuate e comunicate ufficialmente
non prima del 6 marzo 2007.
Ovviamente la rigidità di tale meccanismo imbriglia fortemente il nostro
diritto di sciopero, in un momento in cui stiamo subendo un durissimo
attacco anche ad altri dei nostri diritti costituzionalmente protetti:
indipendenza, retribuzione, previdenza, assistenza.
Pertanto stiamo verificando l’opportunità di sottoporre alla Commissione
di Garanzia una modifica al codice di autoregolamentazione che consenta
di rendere effettivo tale diritto, abbreviando i termini di moratoria
e/o di preavviso.
A tale decisione siamo mossi anche dalla considerazione che, di fatto,
il primo a non rispettare il codice di autoregolamentazione, è il nostro
datore di lavoro, che ne consente la disapplicazione mediante la revoca
delle deleghe ai magistrati onorari e l’invio in udienza dei magistrati
di ruolo individuati dai regolamenti tabellari.
Su tale prassi, che la Federmot aveva prontamente segnalato alla Commissione
di garanzia in occasione di precedenti scioperi, la Commissione, con nostra
sorpresa, si era dichiarata non competente ad intervenire.
Ma poiché “repetita iuvant”, tenteremo di sottoporre nuovamente il problema
a chi di dovere.
Dispiace solo constatare che, alla fine, i predetti provvedimenti dirigenziali
fanno accollare i disagi degli scioperi ai colleghi togati, con la conseguenza
che la battaglia legale che conduciamo contro il Governo non ottiene la
visibilità masmediale necessaria a smuovere l’iniziativa politica di Palazzo
Chigi, costringendoci a nuovi scioperi che creano disagio principalmente
ai nostri colleghi magistrati di ruolo, già oberati di altro lavoro extra-udienza.
Speriamo che queste prassi extra-ordinem siano abbandonate; da un lato
al fine di consentirci di scioperare liberamente e, dall’altro, per evitare
che ancora una volta l’ordine giudiziario abbia a penare, oltre che per
l’inadeguatezza delle Leggi, anche per l’assoluta assenza di unità, al
proprio interno, tra le varie categorie che, a vario titolo e con diverse
funzioni e competenze, concorrono all’esercizio e all’attuazione della
funzione giurisdizionale.
Abbiamo infatti elaborato richieste molto contenute, facendo un passo
indietro su alcuni versanti (vedi ruolo di complemento), rispettosi delle
osservazioni che ci erano state mosse, specialmente dall’ANM.
Ora però qualcuno deve venirci incontro facendo almeno la metà della metà
della strada che abbiamo percorso noi.
Non resteremo buoni fino al 31 dicembre 2007 in attesa che di qualcuno
che non si presenta all’appuntamento; perché forse siamo dei magistrati
itineranti, senza sedia, senza computer e senza autista, ma, sicuramente,
non siamo dei magistrati peripatetici.
Paolo Valerio
Presidente Federmot
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