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11 gennaio 2009
ESAURIMENTO FONDI PER LA GIUSTIZIA
Il Governo tace sulla riforma organica che la categoria aspetta da cinque anni, termine di scadenza fissato dalla legge Carotti del 1998, che arruolava giudici e pm onorari «al limitato scopo di esaurire i giudizi pendenti alla data del 30 aprile 1995». Da allora le toghe onorarie sono diventate di fatto organiche a tribunali e procure, esaurendo procedimenti correnti in misura irrinunciabile (anche per non incorrere in ulteriori condanne europee per durata irragionevole dei processi), ma che non possono più garantire alle condizioni attuali. Non solo la retribuzione (non corrispondente alla quantità e qualità del lavoro svolto), è insufficiente a far fronte alle esigenze primarie di vita in modo dignitoso, ma neanche garantita. Causa esaurimento fondi, a Roma i magistrati onorari hanno ricevuto solo un acconto dei propri compensi, ma voci non ufficiali annunciano che si tratta di un problema nazionale. Tale sistematica violazione dei diritti dei lavoratori non è più tollerabile. I magistrati onorari (col sostegno di ANM e Avvocatura), chiedono da tempo il riconoscimento di malattia, previdenza, ferie pagate, maternità, e invece si vedono negare anche i diritti minimi esistenti. La Feder.M.O.T.
ha richiamato più volte il Governo alle proprie responsabilità,
al fine anche di scongiurare il contenzioso giudiziario. Le cause sono
iniziate (con ulteriore ingolfamento dei tribunali), e ora la Feder.M.O.T.
rivolge l’ultimo appello affinché il Governo non resista
inutilmente in giudizio (per procrastinare i pagamenti), sprecando così
risorse dei cittadini, e riconosca invece la retribuzione dovuta per il
lavoro svolto. Altri ricorsi saranno inoltrati per rivendicare diritti,
che al Paese costerebbero meno se fossero riconosciuti dal Governo anziché
dai tribunali. Un Governo inadempiente alle proprie obbligazioni nei confronti
di magistrati che servono lo Stato, rappresenta uno Stato inadempiente
verso se stesso. |