Va rigettata l'eccezione di nullità della procura ad litem rilasciata a margine del ricorso ingiuntivo per tardivo conferimento

 

del Dott. Antonio Converti

Antonio Converti GOT TERAMO

- avvocato del foro di Teramo
- docente a contratto di diritto dell'Unione europea presso l'Università di Teramo
- dottore di ricerca in Organizzazione Internazionale
- Specialista in Diritto europeo - indirizzo pubblicistico


E-mail:a.converti@alice.it

 

La questione è stata sollevata nell’atto di opposizione a un decreto ingiuntivo emesso dal Tribunale di Teramo. Parte attrice – opponente lamentava la nullità della procura ad litem rilasciata a margine del Decreto Ingiuntivo e, conseguentemente, dell’intero procedimento di ingiunzione, in quanto la stessa veniva rilasciata in data successiva alla presentazione del ricorso.
La questione presenta aspetti particolarmente spinosi, legati, in particolare, alla natura della procura ad litem ed agli effetti che essa spiega in ambito processuale.
Come è noto, la procura ad litem, rilasciata dalla parte processuale al suo difensore ai sensi dell’art. 83 c.p.c., lungi dal costituire un atto processuale si appalesa come vero e proprio negozio giuridico rientrante nell’istituto della rappresentanza. Ad essa, pertanto, si applica una disciplina speciale data dall’insieme delle disposizioni contenute nel codice di procedura civile (artt. 83 e 125) e da quelle contenute nel Libro IV, Capo VI del Codice Civile riguardanti la rappresentanza, seppure con talune eccezioni, derivanti dall’ambito processuale nel quale la procura ad litem è destinata a spiegare i suoi effetti.
Va preliminarmente osservato che l’art. 83 c.p.c. nulla dice circa gli effetti della procura successiva e, pertanto, si rende necessaria una ricostruzione di detti effetti alla luce delle disposizioni generali del diritto civile e processuale vigente.
E’ opportuno richiamare in proposito gli articoli 1398 e 1399 c.c., dal cui combinato disposto emerge la possibilità che una persona agisca in nome e per conto di altri senza averne i poteri, salva la possibilità del rappresentato di ratificare successivamente l’operato del falsus procurator, con effetto retroattivo, fatti salvi i diritti eventualmente acquisiti dai terzi.
Anche la disciplina processualistica prevede la possibilità che la procura al difensore della parte attrice sia rilasciata in data posteriore alla notificazione dell’atto. Così statuisce l’art. 125 c.p.c. quando afferma, al comma 2, che “la procura al difensore dell’attore può essere rilasciata in data posteriore alla notificazione dell’atto, purché anteriormente alla costituzione della parte rappresentata”. Dal tenore della richiamata disposizione emerge chiaramente che la procura può essere rilasciata dal difensore dell’attore anche dopo la notifica dell’atto, ma sempre prima della costituzione della parte rappresentata in giudizio, ad esclusione dei procedimenti promossi con ricorso, laddove non v’è notificazione dell’atto alla controparte, e dei casi in cui il difensore deve essere munito di mandato speciale.
Sul punto si è espressa anche la Suprema Corte, la quale, affrontando la questione sul piano degli effetti della procura ad litem sul rappresentato, ha stabilito che: “Ai fini del valido conferimento della procura rilasciata a margine dell’atto di citazione non è necessario che esso sia contestuale o successivo alla redazione della citazione, non essendo richiesta a pena di nullità la dimostrazione della volontà della parte di fare proprio il contenuto dell’atto nel momento stesso della sua formazione o ex post” (Cass. 8904/94).
Quanto agli effetti sananti della ratifica in ambito processuale, contrariamente a quanto previsto dall’art. 1399 c.c. in ordine alla rappresentanza, la Cassazione Civile, con la sentenza n. 5175/05, ha affermato che “la ratifica dell'atto del "falsus procurator" con efficacia retroattiva ( art. 1399 c.c.) non opera nel campo processuale e, in ipotesi di procura alle liti, fuori del caso previsto dall'art. 125 c.p.c., non vale a sanare le decadenze nel frattempo intervenute. Da ciò deriva che la successiva regolarizzazione della costituzione in giudizio e del mandato alle liti ha efficacia "ex nunc", ai sensi dell'art. 182 c.p.c., e non sana decadenze che fossero nel frattempo intervenute, né impedisce, analogamente, l'eventuale formarsi del giudicato”. Nel caso in esame, essendo la ratifica intervenuta dopo la presentazione del ricorso per ingiunzione ma prima dell’emanazione del decreto da parte del Tribunale, il ricorrente non è incorso in decadenze, né ha impedito il formarsi del giudicato.
Alla luce delle esposte considerazioni, la eccezione di nullità della procura rilasciata a margine del ricorso per ingiunzione va respinta.

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