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CAMERA DEI DEPUTATI - XIV LEGISLATURA
Resoconto della II Commissione permanente
(Giustizia)
Istituzione
del ruolo dei magistrati di complemento.
C. 5163 Vitali, C. 921 Lumia, C. 1531 Fragalà, C. 1735 Angela Napoli,
C. 1780 Misuraca e C. 1912 Gazzara.
(Seguito esame e rinvio)
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta
del 1 marzo 2005.
Gaetano PECORELLA, presidente, da conto di una nota trasmessa dal Ministro
della Giustizia, su richiesta della Commissione, relativa agli effetti
finanziari derivanti da una eventuale approvazione della proposta di legge
C. 5163. Invita la Commissione a tenere conto che nella nota è
esplicitamente sottolineato che la copertura finanziaria della citata
proposta è inadeguata in quanto, da un lato, è notevolmente
sottostimato l'onere ivi previsto e, dall'altro, non è correttamente
formulata l'autorizzazione di spesa.
Erminia MAZZONI (UDC), relatore, dopo aver precisato di non essere a conoscenza
della nota del Ministro della giustizia appena comunicata dal Presidente,
osserva che questa non appare essere in contrasto con quanto precisato
dal sottosegretario per la giustizia Luigi Vitali nel corso della seduta
del 23 febbraio scorso. Ricorda che in tale occasione il sottosegretario
aveva precisato che la spesa consolidata per la magistratura onoraria
si attesta sui 135 milioni di euro per anno e che la proposta di legge
C. 5163, con riferimento alla «stabilizzazione» di 4.500 magistrati
onorari, comporterebbe un onere annuo a regime di circa 277 milioni di
euro, per cui l'onere, rispetto alla spesa attuale, sarebbe incrementato
di circa 142 milioni di euro. Il sottosegretario Vitali però rappresentò
anche delle soluzioni intermedie, rispetto a quella adottata dalla proposta
di legge citata, che consentirebbero un incremento di spesa più
ridotto. Tra queste, in particolare, fu evidenziata quella considerata
maggiormente sopportabile dal punto di vista finanziario e sotto il profilo
delle aspettative della magistratura ordinaria. In base a questa ipotesi
l'incremento di spesa sarebbe circoscritto a 29 milioni di euro.
Invita la Commissione a soffermarsi piuttosto sui profili di costituzionalità
già evidenziati dal Presidente in occasione della medesima seduta
del 23 febbraio scorso. Ritiene, infatti, che, qualora la Commissione
li ritenesse fondati, sia possibile trovare una soluzione che consenta
di adeguare la proposta di legge C. 5163 alla Costituzione. Invita inoltre
i gruppi ad esprimersi sulla ipotesi di una stabilizzazione della magistratura
onoraria.
Francesco BONITO (DS-U) ritiene, invece, che la proposta di legge C. 5163
presenti dei profili di incostituzionalità che non possono essere
risolti attraverso interventi emendativi, salvo il caso in cui non se
ne stravolga il contenuto. Osserva, infatti, che tale proposta sopprime
la magistratura onoraria configurando un modello giurisdizionale del tutto
difforme da
quello previsto dalla Costituzione. Secondo la Carta costituzionale alla
magistratura ordinaria, nel cui ambito i magistrati si distinguono fra
loro soltanto per diversità di funzioni, si affianca la magistratura
onoraria. Ricorda che nelle democrazie evolute alla magistratura onoraria
è sempre affidato un ruolo di primo piano nell'ambito dell'ordinamento
giudiziario. Con il provvedimento in esame, invece, si sopprime tale magistratura
e si istituisce un nuovo ruolo tra i magistrati ordinari. Osserva, infatti,
che la magistratura di complemento, che il provvedimento introduce, non
può essere considerata come una diversa configurazione della magistratura
onoraria in quanto presenta il requisito della stabilizzazione, che è
proprio della magistratura ordinaria.
Nino MORMINO (FI) osserva che il relatore ha evidenziato l'esigenza di
affrontare in maniera adeguata, al fine di risolvere, tutte le questioni
di costituzionalità che dovessero emergere dall'esame della proposta
di legge C. 5163, senza assolutamente minimizzarle.
Ciro FALANGA (FI) dichiara di condividere in massima parte l'intervento
dell'onorevole Bonito, anche se ritiene che per meglio esaminare la proposta
di legge C. 5163 siano necessari ulteriori elementi relativi agli effetti
finanziari di questa. Pur non dichiarandosi pregiudizialmente contrario
a tale proposta di legge, sottolinea che la questione della cosiddetta
stabilizzazione dei giudici onorari non possa essere affrontata senza
tenere conto del sistema giudiziario nel suo complesso e quindi di tutti
gli interessi che questo coinvolge.
Carlo TAORMINA (FI) ritiene che le lacune della proposta di legge C. 5163
non si limitino ai soli profili finanziari, ma coinvolgano l'intera struttura
del provvedimento stesso. Non condivide, in primo luogo, l'idea che l'amministrazione
della giustizia possa trovare un miglioramento solamente a seguito dell'aumento
del numero dei magistrati. Per raggiungere tale obiettivo occorre piuttosto
depenalizzare gran parte dei reati previsti e prevedere strumenti deflattivi
dei processi civili e penali.
La soluzione adottata dal provvedimento in esame di istituire un nuovo
ed ibrido ruolo all'interno della magistratura non può essere considerata
conforme alla Costituzione, secondo la quale i soggetti estranei alla
magistratura possono unicamente partecipare alla giurisdizione, senza
che sia loro assicurata alcuna stabilità. La magistratura onoraria
per definizione deve essere temporanea. Anzi, la temporaneità degli
incarichi rappresenta una delle maggiori garanzie di autonomia ed indipendenza
dei giudici.
La proposta di legge C. 5163 presenta inoltre elementi di artificiosità
nella parte in cui prevede solo apparentemente che l'incarico di magistrato
di complemento debba essere conferito a seguito di un concorso pubblico.
In realtà si richiedono una serie di requisiti personali e di titoli
che non possono essere considerati assolutamente come elementi sulla base
dei quali poter espletare un concorso pubblico. Si dimentica che a Costituzione
vigente il concorso, per quanto non rappresenti uno strumento in grado
di valutare concretamente la preparazione dei candidati, costituisce un
presupposto necessario per accedere alla pubblica amministrazione in senso
lato.
Erminia MAZZONI (UDC), relatore, riservandosi di intervenire nella prossima
seduta in ordine alle questioni di costituzionalità emerse nel
corso del dibattito, ricorda che vi sono precedenti relativi ad incarichi
onorari stabilizzati che la Corte Costituzionale ha considerato pienamente
conformi ai principi costituzionali.
Gaetano PECORELLA, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire,
rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 16.
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