![]() |
| |
Ricorsi Federmot | Giurisprudenza
sui MOT | Editoria |
Contattaci | Forum
| Iscrizione | Coordinatori
| |
Resoconto 11 novembre 2004
|
CAMERA DEI DEPUTATI - XIV LEGISLATURA Giovedì 11 novembre 2004 - Presidenza del vicepresidente Pier Paolo CENTO - Interviene il Sottosegretario di Stato per la giustizia Giuseppe Valentino. La seduta comincia alle 14.25. Istituzione del ruolo dei magistrati
di complemento. La Commissione prosegue l'esame, rinviato il 10 novembre 2004. Pier Paolo CENTO, presidente, ricorda che nell'ultima seduta è stata sollevata da alcuni deputati l'esigenza che la Commissione, prima di esaminare il contenuto delle proposte di legge all'ordine del giorno, conosca la posizione del Governo sulla opportunità di in materia di riforma della magistratura onoraria il Governo si esprima sull'esigenza e sui modi di riformare la magistratura onoraria. Si è ritenuto, comunque, opportuno che il Governo esprima la sua posizione solamente dopo che sarà definito il quadro delle proposte da abbinare. Il sottosegretario di Stato Giuseppe VALENTINO, in considerazione di quanto da ultimo ricordato dal presidente, dichiara che il governo attende che sia assegnata alla Commissione e, quindi, abbinata la proposta di legge C. 5390 Ranieli, che riforma la magistratura onoraria in termini alternativi rispetto alla proposta di legge C.5163, istitutiva del nuovo ruolo della magistratura di complemento. Francesco BONITO (DS-U) ribadisce la necessità che la Commissione conosca la posizione del governo almeno sulla questione della opportunità di procedere o meno alla riforma della magistratura onoraria. Il sottosegretario di Stato Giuseppe VALENTINO evidenzia che il governo attribuisce alla magistratura onoraria un ruolo fondamentale per l'amministrazione della giustizia, ruolo che, attraverso opportune riforme, potrà diventare ancora più significativo. Pertanto sottolinea che il governo, nel porre la massima attenzione alla materia, si dichiara disponibile ad un intervento di riforma organica della magistratura onoraria. Erminia MAZZONI (UDC), relatore, rileva che la disponibilità manifestata dal governo rafforza ancora di più la volontà intervento di riformare in maniera organica la magistratura onoraria. Nel frattempo sarà comunque necessario intervenire per sanare, sia pure attraverso la proroga degli incarichi, la condizione di precarietà di coloro che da anni svolgono le funzioni di magistrato onorario. Luigi VITALI (FI) dichiara di essere soddisfatto dell'intervento del sottosegretario di Stato, anche se la posizione del Governo dovrà essere verificata al momento in cui si effettueranno le scelte concrete in ordine alla riforma. Rileva che il Parlamento ed il Governo hanno il dovere di risolvere la questione della magistratura onoraria, optando tra la scelta di conferirle stabiltà, quale organo complementare rispetto alla magistratura togata, e quella di considerarla come organo le cui funzioni vengono esercitate in via occasionale e temporanea. Non è ammissibile che continui la situazione di precarietà che da oltre dieci anni caratterizza la magistratura onoraria. Giuseppe FANFANI (MARGH-U)
preso atto della disponibilità manifestata dal Governo, ritiene
opportuno chiarire alcuni aspetti. Innanzitutto rileva che qualora si
decida di intervenire davvero sulla materia, si debba scegliere, come
già rilevato dal deputato Vitali, se fare o meno di tale magistratura
un comparto organico e permanente in posizione parallela rispetto alla
magistratura ordinaria. Si potrebbe anche seguire una via diversa, obbligando
gli avvocati ad esercitare periodicamente le funzioni di magistrato onorario.
Luigi VITALI (FI) in relazione all'ultima osservazione del deputato Fanfani, sottolinea la necessità che il Ministero della giustizia si faccia carico dell'onere di quantificare i costi che la riforma proposta comporterebbe, costi altrimenti difficilmente determinabili perché suddivisi in diversi capitoli di spesa. A tal proposito rileva poi che la proposta di legge C. 5163 a sua firma non intende stabilizzare tutti i giudici onorari oggi in carica, pari a circa 12 mila unità, ma soltanto quelli che, in possesso di alcuni requisiti, ne facciano domanda. Pier Paolo CENTO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia, quindi, il seguito dell'esame ad altra seduta.
|