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Rassegna stampa


Dal quotidiano "Libero"

04 febbraio 2003


LA “CATEGORIA” CHIEDE CONTRATTI A TEMPO INDETERMINATO, UN'ASSISTENZA SANITARIA E UNA PREVIDENZIALE


Giudici onorari, le 3.510 toghe senza diritti


Non sono magistrati ma firmano migliaia di sentenze: sottopagati e snobbati

 

di BRUNELLA BOLLOLI


ROMA - sono i paria del diritto, l'ennesima anomalia della nostra giustizia. Un altro settore da riformare. Parliamo di quel sottobosco di esperti giuristi che esercita a tutti gli effetti la funzione di garante dell'ordinamento giudiziario. Per le cancellerie dei tribunali hanno nomi improbabili, noti solo a chi è dell'ambiente: sono i Got e Vpo, sigle che stanno per Giudici Onorari di Tribunale e Vice Procuratori Onorari, e che identificano una categoria di " fabbricatori di sentenze ", scelti direttamente dai presidenti dei tribunali tra gli avvocati e gli operatori del diritto. L'unico requisito richiesto e la laurea in legge.


I baroni delle aule di giustizia li chiamano «giudici ragazzini», sebbene di ventenni non ce ne sia neanche l'ombra. Fuori dai palazzi del potere giudicante molti non sanno neppure che esistono e commettono il solito errore di confonderli con i giudici di pace o con gli uditori giudiziari. La verità è che ai togati, che gli considerano magistrati «di serie B», Got e Vpo fanno comodo. Tocca al loro sbrogliare la matassa dei lunghi processi e delle infinite pratiche legali che i colleghi di carriera, troppo impegnate in affari extra-giudiziari, non hanno il tempo di trattare. Al loro spetta smistare faldoni su faldoni di cause ( civili e penali ) ed entrare in dibattimento anche più di venti volte al giorno.


Con una differenza interna: i Vpo si presentano davanti alla corte ma non svolgono indagini. Sono pubblici ministeri ma alla loro attività si ferma al giorno dell'udienza. Il Got, invece, è un giudice a tutti gli effetti. Pronuncia una sentenza in nome del popolo italiano è a un vastissimo raggio d'azione. Può mandare in gattabuia un imputato se lo ritiene colpevole, o deciderne l'assoluzione. Totalmente indipendente e soggetto solo al suo insindacabile ma impugnabile giudizio.


La legge dice che i Got «potrebbero tenere udienza solo in caso di impedimento o di mancanza dei giudici ordinari ». Così avviene tutti giorni. Stesse funzioni, stesse responsabilità, stessi uffici: eppure gli uni sono casta e star tv, di altri i paria della sezione.


Le cose non sono sempre andare in questo modo. Fu il governo del centro-sinistra, il 19 febbraio 1998, a sottoscrivere il decreto legislativo con cui venivano definitivamente soppresse le preture, il tribunale diventava di fatto giudice unico di primo grado, egli onorari chiamati in servizio nelle aule. Abili e arruolati. È andata così. A un certo punto la giustizia italiana da malata grave è entrata nello stadio terminale e ha cominciato a perdere colpi e ossigeno. Gli onorari esistevano già da anni ma con nomi e compiti diversi. Servivano mille uomini in più per velocizzare il lavoro delle procure in cancrenite da decenni di ritardi e strascichi processuali e loro hanno supplito alle carenze del sistema.


Da mille sono diventati 3.510, in tutta Italia: 1.944 Got, 1.566 Vpo. Il piccolo plotone di pubblici ministeri onorari ha continuato a marciare nonostante il trattamento ricevuto: più simile a quello delle collaboratrici domestiche extra-comunitarie che ha laureati in giurisprudenza. Gli altri, con il collo di ermellino e una dichiarazione sempre pronta da rilasciare, a ricevere o onori e inviti in trasmissione. Ora però la Federmot (federazione nazionale magistrati onorari di tribunale) si è stancata e ha detto basta. «Che la nostra sia una categoria fantasma è un dato certo, ma che non si faccia nulla per cambiare le cose e davvero troppo », sostengono Paolo Valerio e Andrea Oliva, rispettivamente presidente e vicepresidente della federazione. «Chiediamo un contratto a tempo indeterminato e un’assistenza sanitaria e previdenziale. Oltre all'accesso automatico, o perlomeno agevolato, alla magistratura ordinaria. Il lavoro che svolgiamo è tanto ma ci fa piacere» precisa Andrea Oliva. «Quello che contestiamo è il sistema che prevede la nostra decadenza automatica dall'incarico dopo un massimo di sei anni di esercizi, quindi proprio nel momento in cui l'apporto di esperienza e conoscenza raggiunge il massimo livello. Dopo si torna a fare gli avvocati se non arriva un contratto a tempo indeterminato».


Got e Vpo percepiscono un gettone di presenza di 98 euro lordi ad udienza e non hanno diritto ad alcuna copertura previdenziale, assistenziale o sanitaria, né alle ferie o alle tredicesime. Se diamo un occhio al portafoglio, il conto e presto fatto: un magistrato «di serie B» che tiene una media di 100 udienze annue arriva a intascarsi 9.800 euro lordi all’anno. Il problema è che una circolare ministeriale prevede un massimo di due udienze a settimana. Oltre non si può andare. Anche dopo sei anni di esercizio costante della professione e anche se il magistrato di serie B si trova, suo malgrado, ad essere titolare di cause di serie A. In breve. Mentre i giudici di pace sono pagati in base ai fascicoli che riescono a smaltire, Got e Vpo sono pagati a udienza, cioè a giornata di lavoro. Come le colf.


Nelle grandi città è prassi. Omicidi colposi, truffe e infortuni sul lavoro sono pane quotidiano per gli onorari, ma non mancano casi in cui un Vpo si è trovata a fare la parte dell'accusa in processi che hanno reso necessario anche rogatorie internazionali. Al tribunale di Roma una “causetta” da 180 miliardi ( riguardante un nome di spicco dell'imprenditoria romana ) è in mano a un onorario. Il limite massimo ( in termini economici) oltre al quale un Got non può andare, si aggira sui 50 milioni di vecchie lire. Tutto nel più assoluto silenzio. Finché la Federmot non ha detto basta e ha deciso l'astensione. Cinque giorni di sciopero ( da 27 al 31 gennaio ) cui ha aderito il 90% della categoria. La macchina giudiziaria ha fatto fatica, in certi casi si è inceppata e ha rallentato di nuovo drasticamente.


L'attuale governo non ha colpa, fanno sapere gli esponenti di Federmot. Ha solo ereditato una situazione anomala maturata durante le precedenti legislature. Una fotografia della giustizia che discrimina tra Olimpo (i magistrati dei super-processi) e precari ( gli onorari ). Con l’aggravante dell'ostruzionismo di certa parte di Md ( le “toghe rosse” ) che proprio non ne vuol sapere di dare spazio «a chi è alle prime armi» e che considera, forse, dall'altra parte.


Favorevole alla riforma di Got e Vpo invece, il sottosegretario alla giustizia, Michele Vietti. È stato procuratore onorario per sei anni e sulla vicenda ha mostrato sensibilità e senso pratico.

Comunque, dopo il risultato positivo dell'astensione venerdì pomeriggio è arrivata una telefonata da via Arenula. Il guardasigilli Castelli incontrerà i vertici della Federmot, al Ministero, a metà febbraio. Per i togati, forse, un motivo in più per comparire in televisione.