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Rassegna stampa
Da "Modello 5"
Allegato a "Italia Oggi" del 2 ottobre2003
L'impegno della Cassa forense per riportare all'ente tutte le retribuzioni percepite dall'avvocato
Giudici onorari,contribuzione unica
I compensi dei giudici di pace e dei Got da assimilare ai Goa
di paolo Fusco
Ritorniamo sull'argomento dell'aspetto previdenziale degli avvocati che ricoprono la carica di giudice onorario, già ampiamente trattato nel precedente numero di «Modello 5» dal presidente Maurizio de Tilla.
Numerose sono state le richieste di chiarimenti di colleghi, soprattutto giovani, impegnati a dare il loro contributo al funzionamento della giustizia come magistrati onorari, che sollecitano interventi al fine di far confluire ai fini previdenziali tutte le attività espletate e senz'altro connesse alla propria qualità di avvocato, nella tutela previdenziale obbligatoria assicurata dalla Cassa forense.
Il sistema previdenziale attuale per i magistrati onorari (giudici di pace e Got) prevede la contribuzione a carico dello stesso avvocato-giudice onorario. Se l'avvocato è già iscritto alla Cassa forense, ricorrendone i presupposti dell'obbligatorietà, è evidente che ogni attività da lui svolta, sia professionale sia autonoma o dipendente, deve essere tutelata e deve accedere alla sua unica posizione previdenziale obbligatoria.
Non sembra giusto che il professionista che svolge l'attività di avvocato e che svolge anche l'attività di amministratore, sindaco, custode giudiziario o magistrato onorario, per queste ultime attività debba essere assoggettato a separata contribuzione, che affluisce alla gestione speciale dell'Inps. In tal modo il professionista rischia di non godere di alcun beneficio previdenziale e assistenziale per la contribuzione relativa alle ulteriori attività espletate, soprattutto i più giovani che nei primi anni di attività svolgono l'attività di Got.
Inoltre appare ingiustificato un trattamento previdenziale diverso tra giudici onorari.
Il risultato raggiunto per i Goa , dovuto all'iniziativa della Cassa forense con l'inserimento di tutte le retribuzioni dei Goa nella contribuzione e tutela previdenziale, " unitamente all'inclusione nell'attività professionale, ai fini previdenziali, dell'avvocato-custode giudiziario, ha spronato maggiormente la Cassa forense a intraprendere tutte le iniziative per far prevalere il principio che l'avvocato può svolgere una pluralità di attività anche come il Got, giudice di pace, nonché consulenza, attività di amministratore, sindaco ecc., oltre alla difesa in giudizio e che, se iscritto alla Cassa forense; deve essere tutelato e deve accedere alla sua unica posizione previdenziale obbligatoria, al fine di non vanificare gli anni durante i quali i colleghi giudici onorari con sacrificio e spirito di servizio contribuiscono al funzionamento della giustizia. La Cassa forense è impegnata a sostenere le istanze degli avvocati-giudici onorari e con la stessa determinazione che ha portato a ottenere il risultato per i Goa, si farà carico di sostenere le esigenze previdenziali degli avvocati-giudici di pace e Got per l'unitarietà della posizione previdenziale per raggiungere gli obiettivi prefissati, seguendo con tenacia l'iter parlamentare della Finanziaria, dei collegati fiscali e previdenziali, degli emendamenti e dei maxiemendamenti in modo che possa essere inserita anche la tutela previdenziale dei giudici di pace e dei Got, utilizzando le norme che già esistono in parte e che hanno l'unica necessità di essere integrate e collegate tra loro.
Oggi a differenza che per il passato lo spirito della Cassa forense è quello di sostenere in tutte le sedi le esigenze degli avvocati e il momento è favorevole per un intervento legislativo al fine di favorire la posizione previdenziale unitaria.