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Rassegna stampa
Dal quotidiano "La Nazione"
27 gennaio 2003
AREZZO - Rischia
di essere una settimana nera per la giustizia aretina. Perchè se i magistrati
onorari, giudici e viceprocuratori, saranno compatti nella protesta che comincia
stamani, l'attività del tribunale monocratico, la vecchia pretura, nel quale
si discutono la gran parte dei procedimenti penali sarà sull'orlo della paralisi.
Un dato per tutti: nelle ultime 44 udienze, ben 40 si sono svolte grazie alla
presenza dei magistrati norari. Ed è fin troppo facile che se si fermano loro,
l'intera macchina della giustizia può fermarsi da un momento all'altro.
Ma perchè giudici e viceprocuratori onorari sono sul piede di guerra al punto di proclamare un'astensione dalle udienze (la protesta è nazionale) che da oggi durerà fino a sabato?
Innanzitutto c'è la questione economica: un magistrato onorario si mette in tasca 98 euro lordi per udienza, poco più di una miseria, specie se si fa il paragone coi giudici di pace che arrivano a guadagnare in alcune città fino a 5 mila euro il mese. Di qui la richiesta di un riequilibrio nel pagamento delle prestazioni. C'è poi il problema normativo: adesso i giudici onorari vengono nominati per tre anni prorogabili poi per altri tre. Sei anni al massimo dopo i quali devono uscire di scena o trasferirsi in un altro distretto giudiziario. Loro, invece, chiedono un mandato a tempo indeterminato. Ad Arezzo i giudici onorari sono dieci, mentre i viceprocuratori arrivano a quota cinque. Su di loro pesa l'attività giurisdizionale più pesante, quella delle migliaia di fascicoli che approdano ogni giorno nell'ex pretura. Da oggi si fermano: si fermerà con loro anche la macchina dei processi?