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Rassegna stampa


Da "Il Sole-24 ore"

17 settembre 2003


Castelli promette l'allungamento del mandato

Proroga per mille giudici onorari

ROMA. Proroga in vista per mille giudici onorari di tribuanle e viceprocuratori onorari.

Il ministro della Giustizia Roberto Castelli, si è impegnato personalmente ad appoggiare la concessione di un terzo mandato di quattro anni a tutti i Got e Vpo in scadenza a fine anno. In una nota inviata alla Federazione dei magistrati onorari di tribunale, Castelli ha osservato che “è intendimento del ministro della Giustizia assicurare pieno appoggio politico al conferimento di un terzo mandato quadriennale ai giudici onorari di tribunale e, per espresso rimando normativo, ai viceprocuratori onorari”.

Alla presa di posizione del ministro dovranno seguire i fatti. Il via libera al nuovo mandato dovrà cioè essere tradotto in un provvedimento ad hoc che il ministro dovrà approvare oppure inserito in un disegno di legge (cui lo stesso Guardasigilli fa riferimento nella sua nota) che al momento è in discussone, senza la certezza però che possa essere approvato definitivamente entro la fine dell'anno, alla commissione Giustizia della Camera.

In ogni modo le parole del ministro sono servite da subito a bloccare lo stato di agitazione della categoria che prevede un'astensione dalle udienze per quattro giorni a fine ottobre. L'esodo di mille giudici e viceprocuratori avrebbe certo sguarnito tribunali e procure abituati sempre di più a contare su queste figure “ibride”, sul confine tra magistratura onoraria e togata. In tutto si tratta di circa 3.300 operatori del diritto (1.900 i giudici, gli altri viceprocuratori) in gran parte avvocati, chiamati a risolvere controversie in materia civile o a sostituire il pubblico ministero nelle materie di competenza per esempio del giudice di pace.

Di conseguenza la reazione di Federmot, la rappresentanza di categoria, è stato conciliante. “Le rassicurazioni del Governo – osserva il presidente di Federmot, Paolo Valerio – possono costituire un segno importante di inversione di tendenza. Finora le nostre sollecitazioni erano rimaste senza risposta. Ora la promessa di una proroga del mandato per giudici e viceprocuratori in scadenza, e tra altro si tratta delle persone che hanno maturato sinora la maggior esperienza nel ruolo, deve però rappresentare solo il primo passo”.

E l'accento di Valerio cade sulla necessità di una riforma strutturale dell'intera categoria.

Che metta mano, per esempio, a un regimedelle incompatibilità che appare in alcune circostanze troppo stringente; oppure che affronti il nodo dello status. Tra le richieste di Federmot c'è così una procedura di inquadramento progressivo della categoria in un ruolo a tempo indeterminato, completamentare a quello ordinario, mentre invece oggi la cessazione dall'incarico è automatica allo scadere del sesto anno di nomina.

E sul meccanismo delle incompatibilità Valerio segnala la difficoltà di chi si trova a dover fare i conti con un meccanismo che prevede l'impossibilità di esercitare la professione legale nello stesso distretto in cui si è anche giudici o viceprocuratori. “E' un divieto non certo privo di ragioni – osserva Valerio – ma bisogna anche tenere conto delle difficoltà di un professionista a muoversi in condizioni così particolari, tenuto conto dell'esiguità del gettone di presenza che viene riconosciuto per le udienze. Il tutto poi di fronte a un aumento delle competenze di fatto, per cui è sempre più frequente la nomina di Got in qualità di giudici a latere”.

GIOVANNI NEGRI