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Rassegna stampa


Da "Il Tempo"

11 gennaio 2003


Giustizia, 5 giorni da lumaca.

Oltre tremila si asterranno dal lavoro. Lo sfogo: siamo troppo sfruttati I magistrati onorari di tribunale interromperanno la loro attività dal 27 al 31 gennaio prossimo

di AUGUSTO PARBONI



GIUSTIZIA a metà per una settimana. Quasi il cinquanta per cento dei magistrati italiani incrocieranno le braccia dal 27 al 31 gennaio prossimo. Si tratta dei magistrati onorari dei tribunali, che comprendono sia i viceprocuratori onorari, sia i giudici onorari di tribunale.
Sul territorio nazionale sono infatti oltre tremila i magistrati che bloccheranno le loro attività giudiziarie, un numero che corrisponde ai colleghi togati. La macchina della giustizia dovrà quindi lavorare a metà per cinque giorni, Vpo e Got protesteranno contro le istituzioni che non si «fanno carico dei problemi mai risolti nelle passate legislature, opponendoci all’idea che lo smaltimento dell’arretrato giudiziario possa avvenire attraverso lo sfruttamento di magistrati precari, sprovvisti di una qualunque tutela giridica», afferma la Federazione magistrati onorari di tribunale.
L’astenzione, decisa con un voto quasi unanime, il 90 per cento, è mirata a richiedere un trattamento economico dignitoso che garantisca l’effettiva indipendenza e imparzialità dei magistrati di tribunale. Quest’ultimi infatti guadagnano 77 euro per ogni udienza che compiono, ma non riescono a effettuarne più di dieci al mese.
I giudici onorari di tribunale svolgono le stesse mansioni dei colleghi togati, ma con ritribuzioni decisamente differenti; i viceprocuratori onorari invece si occupano di tutti i reati che non riguardano le udienze collegiali e di Corte d’assise. Per il resto nelle loro mani vengono depositati gli stessi fascicoli processuali.
I magistrati che fermeranno le loro attività alla fine del mese vengono nominati attraverso un decreto del Consiglio Superiore della Magistratura che comporta un contratto a tempo determinato che dura tre anni e può essere rinnovato per altri tre. Alla fine dei sei anni di lavoro, se non ottengono un contratto a tempo indeterminato, sono costretti a svolgere l’attività di avvocati e non più quella di magistrati.
«Chiediamo con la nostra astensione un contratto a tempo indeterminato che ci dia la possibilità di avere anche un’assistenza sanitaria e previdenziale - sostengono Paolo Valerio e Raimondo Orrù, rispettivamente presidente e consigliere della Federmot - non vogliamo più avere un trattamento di serie "B"».
I togati della Federmot chiedono anche un maggior peso decisionale negli organismi rappresentativi della magistratura attraverso l’introduzione di due membri, uno per ogni categoria, nei consigli giudiziari e nel Csm.
La Federmot ha anche scritto al ministro della Giustizia: «La palese discrepanza di trattamento economico destinato ai 2700 giudici di pace, rispetto a quello riservato ai 3000 magistrati onorai di tribunale, alimenta il malcontento della nostra categoria, specialmente in un contesto in cui il magistrato onorario di tribunali è costretto a farsi carico di responsabilità ben più gravose di quelle insistenti sui giudici di pace».