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Rassegna stampa


Da "Actaforentia"

 


 

La Riforma della Magistratura Onoraria: il nuovo Ruolo del Magistrato di Complemento.

Con l’ingresso dell’Italia nella Unione Europea, l'esigenza di una Giustizia efficiente e, quindi, più rapida e snella, si delinea in tutta la sua importanza per il Nostro Paese, che non può più continuare a rimanere il "fanalino di coda" dell' Europa Unita in materia di organizzazione e funzionamento della giustizia, in spregio al tanto declamato principio di ragionevole durata del processo, inserito nella Costituzione, ma rimasto lettera morta.
L'anacronistico concorso in Magistratura, tarato prevalentemente su prove d’esame teoriche, ha ormai ampiamente dimostrato i suoi limiti ed é unanime convincimento di chi opera nel settore che il rilancio della giustizia italiana passa anche attraverso l’acquisizione di professionalità elevate che difficilmente sono possedute da giovani laureati appena freschi di studi.
Il peso incalcolabile e gli innumerevoli inconvenienti derivanti da un disarticolato e vetusto sistema della Giustizia sono stati assunti, con cospicui sacrifici e, sovente, con esemplare senso del dovere e reale professionalità, dai Magistrati Onorari di Tribunale, provenienti in larga parte dalle fila dell'Avvocatura i quali, a fronte dello svolgimento quotidiano e, non più occasionale, come era un tempo, delle impegnative e delicate funzioni e competenze proprie dei magistrati di ruolo (i così detti togati), ricevono un irrazionale e discriminatorio trattamento economico, costituito da un gettone di presenza poco più che simbolico e del tutto inadeguato alle responsabilità assunte: invero, chi più rischia, meno riceve.
Infatti, mentre i Magistrati Onorari di Tribunale (cioè i Giudici Onorari di Tribunale – G.o.t. – addetti a funzioni giudicanti e i Vice Procuratori Onorari – V.p.o. – addetti a alle funzioni requirenti di pubblico ministero), pur svolgendo funzioni per molti versi analoghe a quelle dei Magistrati togati, ricevono soltanto una indennità irrisoria per ogni udienza, i Giudici di Pace ed i Giudici Onorari Aggregati, che si occupano di cause ben più semplici, si vedono liquidare un compenso fisso, in aggiunta alle indennità corrisposte per ogni udienza e soprattutto per ogni provvedimento adottato, arrivando così a guadagnare, in molti casi, anche di più di un Magistrato togato.
A fronte di un precario e disarticolato panorama giudiziario, come quello appena delineato c'è chi, forse rispolverando il senso del dovere e della rappresentanza istituzionale e raccogliendo la sfida che viene dalla Comunità Europea e dalla Corte di Giustizia dell’U.E. ha inteso, con una iniziativa legislativa ampiamente condivisa, arginare l'annosa e dannosa inefficienza esistente proponendo, dopo una proficua ed intelligente collaborazione con la FEDERM.O.T., (ovvero l’Associazione rappresentativa dei Magistrati Onorari in quanto riunisce, appunto, i GOT e i VPO) una nuova figura professionale di Magistrato destinata a sostituire, totalmente, le nebulose e bistrattate sigle onorarie dei G.o.t., G.o.a., G.d.p., V.p.o.: il Magistrato di Complemento.
Il progetto di legge C 5163 dello scorso 20 luglio, istitutivo del ruolo dei Magistrati di Complemento, rappresenta, appunto, questa svolta epocale nel modo di intendere e valorizzare la professionalità, che ora sarà misurata con parametri concreti, valutando l’esperienza maturata sul campo, da chi già amministra la giustizia.
Tale modalità di reclutamento potrebbe fornire spunti di riflessione anche per una riforma del concorso di accesso alla magistratura togata, che oggi, scandali concorsuali a parte, é regolato da norme anacronistiche e che non tengono conto dei moderni criteri di selezione.
La proposta di istituire il magistrato di complemento risponde all’esigenza, ormai improcrastinabile, di infondere maggiore efficienza al sistema Giudiziario italiano, razionalizzando al contempo della spesa pubblica; forse per questo é stata assunta su iniziativa di un ben nutrito gruppo di Parlamentari, di diversa estrazione politica e culturale, tutti, però, accomunati dal medesimo concreto obiettivo di ridare respiro ad una organizzazione giudiziaria ormai asfittica e superata dalla storia.
I Capi Gruppo di Forza Italia (On. Luigi VITALI), Alleanza Nazionale (On. Sergio COLA), UDC (On.le Erminia MAZZONI), Lega Nord (On.le Carolina LUSSANA), Margherita (On.le Giuseppe FANFANI),Gruppo Misto (On.le BUEMI) hanno, invero, con grande spirito di lungimiranza politico-istituzionale ed in chiave europeista, voluto unire le loro forze per pervenire all’istituzione di un Magistrato di Complemento che, ritrovando quelle fondamentali garanzie di indipendenza e di autonomia attualmente negate ai Magistrati Onorari, contribuisca a ridare lustro ed efficienza al sistema giudiziario e all’intera magistratura.
L’articolato normativo, allo Studio della Commissione Giustizia presso la Camera dei Deputati, si compone di 12 articoli e mira, fra l’altro, a consentire agli attuali Magistrati Onorari di ricevere un giusto ed adeguato riconoscimento della loro professionalità attraverso l'applicazione delle "incompatibilità, guarentigie ed il trattamento previdenziale ed assistenziale previsti per gli altri Magistrati Ordinari di Tribunale con eguale anzianità di servizio”.
Quanto al trattamento economico, invece, è prevista una riduzione percentuale (pari al 30%) rispetto al trattamento riservato ai magistrati ordinari con eguale anzianità di servizio.
Un altro dato differenziale che distingue il Magistrato di Complemento da quello Ordinario consiste nella impossibilità, per il primo, di svolgere le funzioni di Giudice di Corte di Appello e di Cassazione, se non previo superamento del concorso ordinario per uditore giudiziario.
L’accesso al ruolo avviene attraverso un concorso per titoli all'esito di un tirocinio semestrale e del favorevole giudizio di idoneità espresso dal Consiglio Superiore della Magistratura, prevedendosi, peraltro, un'opportuna norma transitoria che consente a tutti i Magistrati Onorari, in servizio al 31 dicembre 2003, di essere immessi a domanda nel relativo ruolo di complemento fino alla concorrenza dei posti disponibili, con una graduatoria comunque valida per dieci anni dall'entrata in vigore della legge; ed è proprio la predetta procedura selettiva ai fini dell’ingresso nella magistratura di complemento che dà ragione del diverso trattamento economico nonché di progressione di carriera sopra descritti.
La modernità e la validità di una simile innovazione normativa, nel contesto giudiziario nazionale ed europeo, è indubbia, ed è suffragata dal parere positivo di numerosi e autorevoli addetti ai lavori, parere peraltro condiviso dall'associazione nazionale di categoria, la FEDER.M.O.T., che tuttavia auspica l’introduzione di un emendamento che assicuri ai Magistrati Onorari di Tribunale (Got e Vpo) la precedenza, nell’accesso al ruolo di Complemento, rispetto ad altre categorie di magistrati onorari che, sino ad oggi, hanno amministrato la giustizia in settori di minore responsabilità, peraltro producendo risultati comunque lusinghieri.
Invero, i Got ed i Vpo sono chiamati a svolgere funzioni sovente più delicate rispetto agli altri colleghi egualmente non ordinari i quali, molto verosimilmente, in ragione altresì della differenza di età anagrafica, sono interessati a vedere prorogato il loro mandato e, dunque, a conservare l’attuale trattamento economico e previdenziale, piuttosto che ad essere inseriti nel ruolo di complemento.
Alla luce del sommario excursus delineato, non si può che auspicare una pronta e rapida discussione parlamentare del p.d.l. C 5163 ed una conseguente repentina approvazione della legge istitutiva del Magistrato di complemento che, sicuramente, consentirebbe alla Giustizia italiana di funzionare meglio e di recuperare, nel giudizio dei cittadini Italiani, una fiducia e una credibilità ormai perse da tempo.

(di Giuseppe Finamore * e Tonia Giugliano**)
*Consigliere Nazionale Delegato della FEDER.M.O.T. per le Regioni Campania e Calabria . .
**Coordinatrice del Distretto di Corte D'Appello di Napoli della FEDER.M.O.T.