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Rassegna stampa
Dalla "Gazzetta del Sud"
24 aprile 2004
Un
convegno promosso dalla Federmot all'Astronave traccia realtà e prospettive
di questa figura
Toghe onorarie, è ora di riforme
Valentino: «Professionalità che snellisce i tempi del sistema giustizia»
Eleonora Delfino
Più oneri
che onori. Svolgono un ruolo incisivo all'interno di ogni Procura d'Italia,
contribuendo a snellire i lunghi e farraginosi tempi della giustizia, ma questo
importante ruolo non viene loro riconosciuto, così i giudici onorari
elevano la loro protesta verso un sistema che non presta loro le dovute garanzie.
Per manifestare il loro dissenso, la Feder.m.o.t. (federazione magistrati onorari
di tribunale) ha promosso un convegno, un incontro che traccia il quadro dell'attuale
situazione, un incontro in cui emerge la necessità di una riforma che
ridefinisca, o meglio, riconosca ruoli e competenze, di una carica temporanea
(tre o quattro anni). Una figura che dopo aver maturato le esperienze, al l'apice
della carriera deve abbandonare la sua professione. Una situazione, si ribadisce
da più parti, «che non favorisce l'utenza e nemmeno i magistrati
che non vedono tutelata e garantita la loro professionalità e la loro
carica istituzionale». Un'esigenza non nuova, che registra l'attenzione
del Governo, così come testimonia il sottosegretario alla Giustizia Giuseppe
Valentino, che sostiene: «Vi porto non solo i saluti ma anche i ringraziamenti
e la gratitudine del Governo, consapevole del ruolo determinante che voi rivestite.
Stiamo pensando a tanti interventi che coinvolgono il settore giustizia, ma
ci stiamo anche confrontando con tante difficoltà, non solo di natura
economica» si rivolge così il sottosegretario alla numerosa platea
di toghe onorarie che affolla la sala “Green del Consiglio regionale. Quindi
passando in rassegna uno dei principali ostacoli al “pieno riconoscimento
di questa figura, aggiunge: «Si avverte una sorta di ritrosia culturale,
ad affidare al giudice onorario, una fase così delicata come quella giudicante.
Una reticenza di fondo che non condivido e che contrasto. Ritengo – aggiunge
ancora Valentino – che il giudice onorario interpreti con maggior sensibilità
il sentire dell'opinione pubblica, il suo essere culturalmente laico ed al tempo
stesso portatore delle responsabilità del giudicare, conferisce un approccio
diverso rispetto a quello del giudice ordinario». Un ruolo ed una figura
quella del giudice onorario che «arricchisce la giurisdizione, che garantisce
tempi meno traumatici alla giustizia, il Governo attraverso alcuni interventi
manifesta il suo apprezzamento. Il rendiconto – conclude il Sottosegretario
é favorevole e sottolinea l'importanza che questo ruolo riveste».
Nella stessa direzione si muove l'intervento del ministro alle Telecomunicazioni
Maurizio Gasparri che sostiene: «Sottoscrivo e sostengo le considerazioni
e l'impegno preso da Valentino, per questa figura che garantisce rapidità
ed efficienza ad una settore in cui i cambiamenti non si prospettano facili
da realizzare, in un settore in cui – ironizza il ministro – si sviluppano più
polemiche di quando propongo una legge io». Ma l'appuntamento promosso
e coordinato dal presidente della Federmot Paolo Valerio, raccoglie ed avvicina
le testimonianze dei rappresentanti delle figure professionali attorno a cui
ruota il sistema giustizia. Anche Antonino Scordo dell'associazione dei giudici
di pace sottolinea come «si avverta la necessità di una riforma
organica, che definisca status e competenze, ma sembra che la strada intrapresa
non sia proprio questa, infatti la figura e le funzioni del giudice onorario
sembrano essere al centro di un balletto che coinvolge: politica avvocatura
e magistratura, quando invece il giudice onorario rappresenta un contributo
prezioso che ha consentito di non paralizzare il sistema giustizia. Credo –
commenta ancora Scordo – che la richiesta di competenze sia giusta ma che sia
contraddittoria con la natura precaria delle toghe onorarie». Una conferma
di come il ruolo dei giudici onorari si traduca in termini di efficienza e di
velocizzazione nell'intero sistema giustizia, emerge dai dati snocciolati da
Fausto De Santis, dirigente ufficio statistiche del ministero della Giustizia,
che traccia l'andamento delle cause pendenti dal 1999 al 2003. Da 503 mila si
passa a 119 mila casi» un altro fiume di cifre tracciano l'attuale organico
delle toghe onorarie che conta ben 4700 giudici, con un aggiunta di 1000 di
giudici onorari aggregati. L'assessore comunale all'Urbanistica, Giuseppe Adornato
propone la sua esperienza maturata in qualità di sostituto procuratore,
ricorda alcuni passaggi chiave della riforma con cui si passò dal pretore
al giudice unico, una riforma che modificando la formula con cui si prevede
che il giudice onorario sostituisca non più «di regola» il
giudice ordinario. Una formula precisa Adornato: «che vieta di impiegare
i magistrati onorari in caso pieno organico». Nella dettagliata ricostruzione,
Adornato analizza anche la proposta di riforma, «un intervento che richiede
una forte volontà politica ed il reperimento delle risorse economiche».
Alla luce della sua personale esperienza l'assessore Adornato aggiunge: «Credo
che i giudici onorari meritino pari dignità istituzionale. Nella procura
di Palmi, queste figure hanno ricevuto apprezzamenti per la loro professionalità».
Maria Paola Di Nicola, in qualità di segretario generale della Federmot,
dopo aver sottolineato «lo strategico ruolo delle toghe onorarie»
ribadisce come sia riconosciuta da più parti la «necessità
della riqualificazione non solo giuridica ma anche economica. Con 75 euro a
udienza si mette in pericolo l'autonomia e l'indipendenza della magistratura»
e ancora: «potremmo pensare alla figura di un magistrato di complemento
ma con garanzie proprie, con una tutela assistenziale e previdenziale adeguata,
aspetti negati oggi alla nostra categoria »