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Intervista
a Paolo Valerio, presidente della Federmot
Basta svilire la magistratura onoraria!
Reclutamento rigoroso e trasparente, formazione, aggiornamento. Le proposte
concrete della Federazione Magistrati Onorari di Tribunale
di ANDREA TRUNZO
Pochi cittadini sanno che buona parte del funzionamento della giustizia
è un merito, forse un vanto, della magistratura onoraria. A questa
categoria, però, non è sta ta mai prestata la dovuta attenzione
e il dovuto rispetto ed ancora oggi i magistrati onorari aspettano una
riforma organica del settore che li tolga dal precariato e focalizzi il
loro ruolo. La Federazione Magistrati Onorari è l'organizzazione
che sta lavorando in questa direzione da anni sotto la guida del presidente
Paolo Valerio.
D) Il successo della Federmot quale associazione di categoria
è stato fuori dal comune, raggiungendo in poco tempo 1.400 iscritti
in una categoria composta da 3.300 persone. Da cosa deriva tale eccezionaiità?
R) Dietro un fenomeno sindacale
che nasce e si evolve rapidamente c'è sempre un forte disagio dei
lavoratori e una spiccata determinazione nel tutelare i propri interessi.
Nel caso dei magistrati onorari di tribunale (più noti agli operatori
del diritto con i nomi di Got, Giudici Onorari di Tribunale, e di Vpo,
Vice procuratori Onorari) il disagio è stato ulteriormente enfatizzato
da una scelta politica poco prudente, quella di rendere la professione
giudiziaria onoraria incompatibile con la professione forense, seppure
nell'ambito del circondario di tribunale; questo divieto, entrato definitivamente
in vigore il 1 ottobre 2001, ha privato i magistrati onorari di tribunale
di una propria identità professionale, quella di avvocato, ponendo
fine ad una concezione che vedeva nella magistratura onoraria un elemento
di osmosi tra la magistratura e la componente più qualificata della
società civile: l'avvocatura. Prima il magistrato onorario era
innanzi tutto un avvocato che, forte della propria dignità professionale,
poteva confrontarsi col magistrato togato alla pari. Oggi il magistrato
onorario di tribunale è qualcosa di meno dell'avvocato e, conseguentemente,
qualcosa di meno anche del magistrato togato: un precario. Date queste
premesse, sindacalizzare una categoria di avvocati-magistrati, già
abituati per cultura, formazione e vocazione a tutelare i diritti dei
cittadini, è stato relativamente semplice. L'unico merito della
Federmot è stato quello di far capire a questi giuristi abituati
a tutelare gli altri, che dovevano al contempo tutelare se stessi, non
essendo ammissibile affidare la decisione di cause, che incidono anche
sulla libertà personale, a magistrati sprovvisti della necessaria
autonomia ed indipendenza. Una gestione molto democratica dell'Associazione,
caratterizzata da frequenti riunioni assembleari nazionali e dall'accesso
alle cariche sociali per scrutinio segreto, ha reso credibile nel tempo
questa istituzione.
D)
Su quali settori è stata focalizzata l'attività dell'associazione?
R) Abbiamo seguito un doppio binario, perseguendo contemporaneamente non
solo la riforma organica della categoria, ma anche specifici obiettivi
volti a riqualificare la magistratura onoraria di tribunale all'insegna
della professionalità e della selettività.
Seguendo questa linea abbiamo già conseguito risultati che, seppure
poco noti, rappresentano un traguardo intermedio importante anche per
i cittadini che amministriamo. Il primo è il riordino delle modalità
di reclutamento attraverso l'istituzione di un severo concorso per titoli
a cadenza biennale, disciplinato secondo procedure molto trasparenti;
ormai, per intendersi, è impossibile che, fra quanti concorrono
alla nomina come magistrato onorario di tribunale, un semplice avvocato
sia nominato se vi è un altro candidato con l'anzianità
di avvocato cassazionista, o che un semplice avvocato sia preferito ad
un avvocato che ha anche il titolo di professore o di notaio, ecc. Il
secondo è l'istituzione e la partenza dei corsi obbli-gatori di
formazione iniziale e permanente, che ad oggi non sono previsti neppure
per i magistrati togati per i quali la partecipazione ai corsi di formazione
permanente è meramente facoltativa.
D)
Quali sono le concrete prospettive di riforma della vostra categoria?
R) La Federmot ha formulato una proposta di legge sottoscritta da sette
Capi Gruppo della Commissione Giustizia presso la Camera dei Deputati
(Atto Camera 5163). Il primo firmatario della proposta è l'Onorevole
Vitali, oggi Sottosegretario alla Giustizia. La proposta, avendo origine
parlamentare, richiede ora un intervento del Governo sotto il profilo
della copertura finanziaria. La Legge in questione, come ho già
avuto il piacere di segnalare dalle colonne del vostro giornale, mira
ad un nuovo inquadramento dei professionisti che oggi svolgono le funzioni
giudiziarie come magistrati onorari di tribunale, in un ruolo professionale,
complementare a quello ordinario. Il nuovo magistrato di complemento avrebbe
un rapporto di servizio a tempo indeterminato e svolgerebbe esclusivamente
le funzioni di primo grado. Per accedere alle funzioni di appello il magistrato
di complemento dovrà superare il concorso ordinario. Discorso a
parte deve farsi per gli amici e colleghi giudici di pace che, pur essendo
stati inclusi nella proposta di legge, mi sembrano orientati, tramite
le proprie rappresentanze sindacali, verso una diversa riforma che salvaguardi
la natura onoraria del loro incarico conservando l'attuale compatibilita
con la professione forense.
D)
Tra la Federmot e l'Associazione Nazionale Magistrati non sono mancate
divergenze, per esempio in occasione dell'ultimo sciopero indetto dall'ANM.
Come si può rendere più sinergica l'azione dei magistrati
onorari con quella dei magistrati togati?
R) Più che di divergenze parlerei di incomprensioni. Indubbiamente
non è facile condividere battaglie relative a interessi non condivisi,
specialmente se ci si concentra soprattutto sulle proprie dinamiche sindacali
senza valutare anche altre soluzioni allargate. Non mi permetto di criticare
la linea sindacale dell'ANM, tuttavia ritengo che i colleghi togati abbiano
compiuto almeno due grossi errori strategici, dialogando con una sola
parte politica e incentrando le proprie proteste su aspetti attinenti
quasi esclusivamente al proprio status giuridico, mentre l'opinione pubblica
si interessa soprattutto ai problemi che investono direttamente l'utente
finale. Il ritorno massmediatico della protesta montata dall'ANM sarebbe
stato maggiore se fosse sfociata in una proposta concreta volta ad abbreviare
la durata dei processi. Da questo punto di vista il caso Federmot costituisce
un precedente interessante: abbiamo proposto una riforma compatibile con
i vincoli di bilancio per restituire dignità alla categoria dei
magistrati onorari di tribunale fornendo al contempo un servizio più
efficiente al cittadino; il risultato è stato l'appoggio incondizionato
della maggioranza e di una grandissima parte dell'opposizione. Per rendere
sinergica l'azione delle due categorie l'ANM dovrebbe aprire un tavolo
permanente di confronto con la Federmot, come pure chiediamo da due anni,
orientando la propria attenzione sul sistema giustizia nel suo complesso,
senza trascurare la riforma della magistratura di tribunale. Per l'ANM
dare importanza ai magistrati onorari di tribunale non significherebbe
affatto rinunciare al proprio ruolo di associazione leader, ma, al contrario,
significherebbe riappropriarsi dell'immagine forte e indipendente che
l'Associazione Magistrati ha mostrato fino ad oggi, ribadendo una capacità
di dialogo e di apertura che alcuni tendono a mettere in dubbio ma in
cui la Federmot continua a confidare.
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