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Rassegna stampa


Da "La Sicilia"

17 aprile 2005


IL CONVEGNO NAZIONALE DI CATANIA
Giudice di pace Quale futuro?


Grande affluenza di cittadini e di operatori del diritto per convegno sulla magistratura onoraria promosso ieri e l'altro ieri da Ma gistratura Democratica, Cgil, Federconsumatori e Cittadinanzattiva e tenutosi alla Camera di commercio con l'obiettivo di elaborare proposte per il miglioramento del servizio giustizia. Da tutti gli interventi è emerso un chiaro bisogno di giustizia, drammaticamente eluso da una risposta inadeguata, soprattutto in termini di durata dei processi, Anche l'on. Finocchiaro ha evidenziato la necessità di un giudice della conciliazione, ruolo cui è precipuamente destinato il giudice di pace, nato come istituzione prossima al cittadino, la cui competenza deve essere aumentata destinando a quest'ufficio una serie di materie che possono essere sottratte alla giurisdizione ordinaria, consentendo ai giudici togati di ridurre il carico di lavoro.

L'Unione dei Giudici di Pace e la Federmot presenti con i vertici delle rispettive organizzazioni, hanno rappresentato la necessità, condivisa dai magistrati presenti, di un riordino della legislazione relativa alla magistratura onoraria perché ne sia definito il ruolo, differenziando la figura del giudice di pace da quella dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari che stentano a trovare una qualificazione specifica che sia compatibile con la loro funzione essenzialmente suppletoria. Alle rivendicazioni dei magistrati onorari, tendenti ad ottenere stabilità e maggiori gratificazioni economiche, si è contrapposta la linea politica espressa dal sen. Zancan, ma soprattutto dall'on. Vietti già sottosegretario alla Giustizia che, con particolare chiarezza e vigore, ha ribadito, incurante dei diversi umori espressi dalla platea che aveva salutato con un lunghissimo applauso l'intervento dell'avv. Orrù, vice presidente della Federmot l'incostituzionalità di una di una norma che affidasse le funzioni di giudice a persona non assunta tramite concorso. L'on. Vietti ha evidenziato il pericolo dì creare una classe di giudici onorari contrapposti ai giudici togati, nel tentativo di ottenere una giurisdizione che si autodefinisca "vicina al popolo e al suo sentire", sicuramente meno indipendente e più condizionabile.
Il consigliere Marini e il presidente Viazzi, di Magistratura Democratica, hanno sottolineato l'importanza di elaborare un progetto che preveda che i giudici e i vice procuratori onorari giovani laureati, specializzandi o praricanti avvocati che vogliano ampliare il proprio bagaglio di esperienze lavorative, senza prospettiva alcuna di stabilizzazione affianchino il giudice togato e lo sostituiscano con funzioni legislativamente predeterminate. Per l'ufficio del giudice di pace è auspicabile una ridefinizione soprattutto delle competenze, «eludendo quelle relative alla limitatone della libertà personale, con espresso riferimento ai provvedimenti di convalida dell'espulsione degli immigrali clandestini.
Condivisa da tutti i presenti l'esigenza di continuane il confronto per l'elaborazione di un progetto, chiaro negli obiettivi, che promuova una giustizia più rapida ed efficiente avvalendosi delle grandi risorse messe in campo in questi anni dai giudici onorari.