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Cinque giorni di sciopero dei giudici onorari
ROMA Sarà una settimana di passione per gli utenti del servizio
giustizia quella che inizia. Da oggi e per cinque giorni incroceranno
le braccia i magistrati onorari di tribunale, mentre giovedì a
protestare saranno i giudici ordinari, che per un'ora sospenderanno la
celebrazione delle udienze. Le maggiori ripercussioni verranno dallo sciopero
dei magistrati onorari di tribunale, proclamata dalla loro associazione,
la Feder-mot, contro l' accantonamento di fatto della proposta di legge
Vitali, che avrebbe dovuto stabilizzare il rapporto di lavoro dei circa
3mila vice procuratori e giudici onorari (attualmente decadono dopo sei
anni di servizio). Il sindacato - i cui vertici hanno partecipato in questi
giorni a riunioni in tutta Italia - si aspetta un'adesione altissima,
pari al 90 per cento. E se la previsione è fondata, gli effetti
saranno pesanti, considerata l'ampia competenza dei magistrati onorari:
amministrano la giustizia penale per reati perseguiti con pene detentive
sino a 24 anni di reclusione e decidono controversie civili senza limite
di valore. E non basta: nel 99 per cento dei processi che si svolgono
davanti al giudice monocratico, l'accusa è rappresentata da un
vice procuratore onorario. Proprio per le responsabilità che sono
loro attribuite i giudici onorari chiedono da tempo «una seria riforma»
che cancelli la «precarietà» del loro incarico, attribuendo
le funzioni a tempo indeterminato, e riconosca loro «diritti elementari:
una retribuzione adeguata, il pagamento dei contributi previdenziali e
il trattamento assistenziale in caso di malattia, infortunio o maternità».
Il tutto anche a tutela della loro «autonomia e indipendenza».
La Federmot minaccia di replicarlo ogni mese, se non sarà approvata
la riforma della categoria. Avrà sicuramente effetti molto più
contenuti la protesta di giovedì dei magistrati ordinari, organizzata
dall' Anm contro la riforma dell'ordina mento giudiziario. La sospensione
delle udienze avverrà per un'ora in concomitanza con lo svolgimento
di assemblee in tutti gli uffici giù-diziari. Potrebbe essere però
solo l'anticipo di una mobilitazione più forte: sabato 25 il sindacato
delle toghe terrà a Roma una manifestazione nazionale e al termine
il suo «parlamentino» dovrebbe decidere altre iniziative di
protesta.
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