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Rassegna stampa


Da"L'Unità"

20 giugno 2005



Cinque giorni di sciopero dei giudici onorari


ROMA Sarà una settimana di passione per gli utenti del servizio giustizia quella che inizia. Da oggi e per cinque giorni incroceranno le braccia i magistrati onorari di tribunale, mentre giovedì a protestare saranno i giudici ordinari, che per un'ora sospenderanno la celebrazione delle udienze. Le maggiori ripercussioni verranno dallo sciopero dei magistrati onorari di tribunale, proclamata dalla loro associazione, la Feder-mot, contro l' accantonamento di fatto della proposta di legge Vitali, che avrebbe dovuto stabilizzare il rapporto di lavoro dei circa 3mila vice procuratori e giudici onorari (attualmente decadono dopo sei anni di servizio). Il sindacato - i cui vertici hanno partecipato in questi giorni a riunioni in tutta Italia - si aspetta un'adesione altissima, pari al 90 per cento. E se la previsione è fondata, gli effetti saranno pesanti, considerata l'ampia competenza dei magistrati onorari: amministrano la giustizia penale per reati perseguiti con pene detentive sino a 24 anni di reclusione e decidono controversie civili senza limite di valore. E non basta: nel 99 per cento dei processi che si svolgono davanti al giudice monocratico, l'accusa è rappresentata da un vice procuratore onorario. Proprio per le responsabilità che sono loro attribuite i giudici onorari chiedono da tempo «una seria riforma» che cancelli la «precarietà» del loro incarico, attribuendo le funzioni a tempo indeterminato, e riconosca loro «diritti elementari: una retribuzione adeguata, il pagamento dei contributi previdenziali e il trattamento assistenziale in caso di malattia, infortunio o maternità». Il tutto anche a tutela della loro «autonomia e indipendenza». La Federmot minaccia di replicarlo ogni mese, se non sarà approvata la riforma della categoria. Avrà sicuramente effetti molto più contenuti la protesta di giovedì dei magistrati ordinari, organizzata dall' Anm contro la riforma dell'ordina mento giudiziario. La sospensione delle udienze avverrà per un'ora in concomitanza con lo svolgimento di assemblee in tutti gli uffici giù-diziari. Potrebbe essere però solo l'anticipo di una mobilitazione più forte: sabato 25 il sindacato delle toghe terrà a Roma una manifestazione nazionale e al termine il suo «parlamentino» dovrebbe decidere altre iniziative di protesta.