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Rassegna stampa


Carla Stroppa colpita da grave malattia è priva di tutela previdenziale e assistenziale

Elio C. Bertoldi


PERUGIA - E' stata tra le prime in Italia a battersi per la categoria. Già nella seconda metà degli anni Novanta difendeva, con ardore, i suoi diritti e quelli dei suoi colleghi. Ormai da otto anni lavora, co-me giudice onorario del tribunale di Perugia. A luglio, poco più di tre mesi fa, Carla Stroppa, 37 anni, avvocato, di origine fabrianese ma perugina di adozione, ha scoperto di avere contratto una grave malattia, che le impedisce di continuare a svolgere le sue funzioni. E, per di più, si è scontrata con i problemi dei costi da affrontare per le cure perché, come tutti gli altri magistrati onorari, non è tutelata dalle forme di previdenza e di assistenza che pure coprano i giudici e i magistrati di ruolo. Per questi motivi Carla Stroppa ha deciso di scrivere al ministro della giustizia Clemen te Mastella chiedendo il suo intervento, sia per venire incontro alle esigenze della categoria, che per illustrare il suo caso particolare. Una lettera privata, scritta a fatica ("Non sono più in grado di svolgere - ha precisato - le più elementari funzioni, come utilizzare un computer o parlare al telefono") per indicare al ministro una strada da seguire per la riforma in cantiere, missiva che però, qualcuno, ha reso pubblica. "Pensavo restasse una vicenda privata - commenta questo coraggioso giudice - ma non c'è nulla da nascondere. Chieda pure..."


Il suo è un racconto semplice e angosciante al tempo stesso. "Da otto anni, come sa, tengo udienza in media due volte a settimana, a Perugia ma anche a Gubbio e a Città di Castello, trattando ogni volta una ventina di fascicoli. Mi occupo di reati che vanno dal Giudice onorario La dottoressa e avvocato Carla Stroppa nel corso di una udienza in tribunale Il giudice si ribella
Una battaglia per tutti i magistrati onorari furto alle truffe agli omicidi colposi, per i quali le pene possono arrivare fino a quattro anni di reclusione. Ho anche fatto parte, fino a quando la normativa lo ha permesso, di vari collegi del tribunale della libertà e sono state presente nei turni per le direttissime". Poi, in estate, l'impatto, lo choc della malattia. Che i clinici defini scono "Carcinoma duttale infiltrante di grado elevato" Beh, sono stati momenti duri, quelli. Mi sono arrabbiata con il inondo intero" Si è informata, ha contattato molti centri ed alla fine ha deciso di sottoporsi a un protocollo chemioterapico sperimentale in un istituto oncologico di Milano. La terapia è pesante, ma l'avvocato Carla Stroppa ha deciso di scrivere al ministro. "L'ho fatto per chiedere al guardasigilli di sostenere la riforma della magistratura onoraria in tribunale. Ho sentito il dovere di denunciare la profonda inciviltà di uno Stato che abbandona un magistrato al proprio destino, negandogli i mezzi per provvedere alle normali esigenze di vita anche in caso di infortunio, malattia, invalidità o gravidanza, costringendolo a ricorrere alla liberalità dei propri congiunti per affrontare le spese delle cure. Ho deciso di farmi curare, per questi motivi con un protocollo chemioterapico sperimentale che dovrebbe comportare una convalescenza più breve, anche se non garantisce lo stesso grado di affidabilità di quelli tradizionali". "I miei redditi - aggiunge ancora -derivano quasi esclusivamente dall'attività di magistrato onorario e non sono pertanto in grado di lasciare definitivamente il lavoro. Di qui la scelta del protocollo sperimentale di terapia. Una scelta forzata dal fatto che per noi magistrati onorari non è prevista alcuna previdenza o assistenza. Solo due gettoni di presenza giornalieri di 98.13 euro lordi, il secondo dei quali quasi mai versato".

Un gettone che l'avvocato non percepisce più da quando è stata costretta a sospendere le udienze. E che non incasserà fino a quando non potrà ripendere l'attività.

"Per finanziare le enormi spese che debbo affrontare per le cure - chiarisce - ho dato al presidente della mia sezione la disponibilità a coprire i turni delle direttissime del sabato, giorno in cui non debbo recarmi a Milano per la terapia"

Nella lettera a Mastella, Carla Stroppa sottolinea come la la legge italiana non riconosca ai magistrati onorari di tribunale una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del lavoro svolto e neanche k previdenza e l'assistenza, né alcuna delle voci indennitarie e stipendiali pure riconosciute ai magistrati di ruolo o agli altri lavoratori pubblici e privati. "Una condizione questa che - afferma ancora il magistrato onorario - viola palesemente gli articoli 35 e seguenti della Costituzione e, non avendo eguali nella legislazione del lavoro, discrimina i magistrati onorari rispetto a qualsia» altro lavoratore". "Cosa chiedo al ministro? che sia riconosciuto alla nostra categoria un inquadramento giuridico ed economico dignitoso, in linea con le prerogative esclusive dei magistrati togati".