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Antonio Pisani
• La Finanziaria li ha «dimenticati» e per questo i
magistrati onorali in servizio al Tribunale di Roma, così come
i loro colleghi nel resto d'Italia, sono di nuovo in stato di agitazione.
Veri e propri precari della giustìzia, i Got (Giudici onorari di
Tributale, sostituiscono i giudici) e i Vpo (Vice-procuratori ono-rari,
fanno le veci dei pm) chiedono una retribuzione più equa e una
copertura previdenziale e assistenziale che al momento manca del tutto.
I magistrati onorari, oltre 200 aRoma(108i Vpo, 120i Got), 3900 in tutta
Italia, pur coprendo quasi interamente il settore monocratico da percentuale
di copertura è quasi del 97%) in cui possono occuparsi di cause
per reati importanti come l'estorsione o lo spaccio di droga e arrivare
a chiedere pene fino a 20 anni di reclusione, ricevono un'indennità
pari a 74 euro netti a udienza, indipendemente dal numero di procedimenti
trattati; al mese seguono mediamente 10-12 udienze percependo insomma
una retribuzione di 700-800 euro. La loro protesta potrebbe culminare
a fine gennaio in un'astensione di cinque giorni dalle udienze che, in
pratica, paralizzerebbe parte della macchina giudiziaria capitolina, «il
ministro della Giustizia Clemente Mastella, come è scritto nella
nota emessa da via Arenula il 30 novembre scorso - afferma Raimondo Orrù,
vice-presidente della Feder.M.O.T., la Federazione Nazionale Magistrati
Onorari di Tribunale - sì èra impegnato a trovare una soluzione
alla questione retributiva e ordina-mentale che riguarda la nostra categoria.
Per questo revocammo l'astensione che avevamo proclamato per il 4-5-6-7
dicembre. Ma nel maxi-emendamento non c'è un solo comma che prende
in considerazione la nostra figura. È il segno che vi è
sdarso interesse per la giustizia, per questo confermiamo lo stato di
agitazione permanente». Una vertenza Complessa e lunga che va avanti
da anni. Quando era ministro Roberto Castelli i magistrati onorari, la
cui figura fu creata per alleggerire il lavoro dei magistrati ordinari,
si fermarono per cinque giorni, ma inutilmente perché non ottennero
nulla. «Pensavamo che con il centrosinistra le cose sarebbero andate
diversamente ma invece, almeno per il momento - commenta amaro Orrù
- non è stato così». Ma non è solo il profilo
di carattere economico a preoccupare i magistrati onorari; anche l'incertézza
dovuta alla circostanza che il mandato è a termine crea non pochi
problemi.
«Tra studio dei fascicoli e presenza in aula per i Vpo e stesura
delle sentenze per i Got - continua Orrù - lavoriamo a tempo pieno
ma possiamo durare al massimo sei anni. In teoria, potremmo inóltre
esercitare altre professioni, come quella di avvocato ma solo in circondari
giudiziari diversi da quelli in cui operiamo come magistrati onorari.
Sul punto il Csm ha dettato regole molto rigide. Una volta esaurito il
mandato insomma dobbiamo ricominciare da capo». Con i magistrati
ordinari, di recente, i rapporti si sono tranquillizzati.
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