| Solo funzioni
collegiali per le nuove toghe. Nessuna funzione monocratica potrà essere
ricoperta dai giudici freschi di nomina senza che la loro professionalità
sia stata valutata per la prima volta. Fino ad allora, i neomagistrati
potranno assumere soltanto ruoli collegiali. Lo ha deciso la commissione
giustizia del senato, approvando all'unanimità un emendamento al testo
di riforma dell'ordinamento giudiziario presentato dall'ex magistrato
Gerardo D'Ambrosio (Ds). La commissione presieduta da Cesare Salvi ha
al tempo stesso approvato un altro emendamento sempre di D'Ambrosio,
secondo cui per i magistrati che opereranno nelle cosiddette "sedi disagiate",
dopo cinque anni di attività, avranno diritto alla precedenza nelle
domande di trasferimento.
Nella seduta di ieri pomeriggio, inoltre, il governo ha ritirato quasi
tutti i propri emendamenti, come da accordi presi tra il ministro della
giustizia Clemente Mastella e i capigruppo dell'Unione durante il vertice
di maggioranza che si è tenuto prima della seduta.
"Lo abbiamo fatto", ha detto al termine della riunione il sottosegretario
alla giustizia Luigi Scotti, "perché il testo che sta uscendo da qui
è allineato alle scelte di politica legislativa del ministro". Una frase
che si può leggere come una rassicurazione nei confronti dell'Anm, i
cui vertici attendono di capire quale sarà il testo prima di decidere
se mettere in campo un nuovo sciopero.
"In commissione", ha detto Scotti, "si sta cercando di lavorare usando
il buon senso, spero che i magistrati facciano altrettanto".
Dal canto suo, il presidente Cesare Salvi ha lodato il clima che si
è instaurato in commissione. "Ferme restando le differenze di visione
politica", ha detto, "si sta lavorando in un clima di discussione costruttiva",
tanto che alcuni emendamenti sono stati approvati all'unanimità.
Se la maggioranza sembra aver vinto il primo round con il governo, l'opposizione
continua a dare battaglia soprattutto sulla separazione delle carriere
di pm e giudici.
Il centro-destra non ha affatto gradito l'emendamento, approvato dalla
maggioranza, per cui se un magistrato passa dalla magistratura requirente
penale a quella giudicante civile può rimanere nello stesso distretto.
"È una soluzione di comodo", ha commentato il forzista Roberto Centaro,
"fatta per tener buoni i magistrati, ma così facendo si elimina di fatto
la separazione delle funzioni. Faremo una durissima opposizione a un
testo che già non ci piaceva e che ora ci piace ancora di meno".
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