| Domanda
n°1
Alessandro Fiore: La FEDER.M.O.T. rappresenta e tutela gli interessi
della magistratura onoraria di tribunale. Lei, Signor Segretario Generale,
fin dal luglio scorso ha affiancato il nostro sindacato nella tutela
dei diritti di questa categoria di giudici. Come mai la CISL, da Lei
rappresentata, ha deciso di appoggiare tali rivendicazioni?
Risposta n°1
Per una serie di motivi. Primo motivo è la rivendicazione di
operatori della giustizia di alta qualificazione che come tanti altri
lavoratori non vedono riconosciuti i loro diritti e pure sono fondamentali
per lo svolgimento, diciamo, ordinato della giustizia; e quindi è
un dovere per il sindacato occuparsi di queste questioni che entrano
nella normale vita lavorativa, a prescindere dalla qualità della
specializzazione . Poi c’è anche il fatto che effettivamente
il nostro impiantodi giustizia è un impianto che ha mostrato
la corda continuamente, e certamente non per il valore dei magistrati
che è altissimo ma, probabilmente, per una difficoltà
di ordine organizzatorio legato anche alle disponibilità economiche
e, soprattutto, legato a un impianto che credo sia un po’ in ritardo
rispetto all’evoluzione dei tempi. Quindi l’inserimento
di forze giovani che hanno una vocazione e che hanno dimostrato in questi
anni anche di tenere molto il passo con le esigenze della giustizia,
e soprattutto dei cittadini che hanno anche il diritto di avere risposte
dalla giustizia in tempi ragionevoli perché, insomma, il cittadino
è a disagio. Quindi non è una difesa di categoria, non
è una difesa dei magistrati onorari in quanto tali, quelli li
difendiamo in quanto lavoratori. Però è anche questo desiderio
di contribuire a snellire un pò…ad aiutare un pò
la situazione, questa spinta.
Domanda
n°2
Alberto Morandi: Il Magistrato onorario di Tribunale, sebbene reclutato
per mezzo di un concorso per titoli con nomina del Consiglio Superiore
della Magistratura ratificata dal Ministro della Giustizia e con una
competenza estesa sia in materia civile che penale, è un magistrato
precario, retribuito con un gettone di Euro 72,00 netti ad udienza a
titolo di indennità, privo di ferie, trattamenti assistenziali,
previdenziali o di maternità: come valuta questa peculiare forma
di precariato attinente le funzioni della magistratura onoraria rispetto
al precariato diffuso nella pubblica amministrazione in generale?
Risposta n°2
Beh, lo valuto molto male; perché io capisco le difficoltà
del precariato, laddove è stato inserito con un errato calcolo
sull’organizzazione del lavoro che deriva dagli interessi economici
che sono stati alle spalle di questa scelta, ma che ha ridotto le persone
sul piano proprio, fondamentale della costruzione del loro futuro in
una situazione di precarietà continua che impedisce anche la
programmazione della propria vita. Quindi, su questo, noi siamo stati
fin dall’inizio; addirittura fin dal pacchetto Treu noi non eravamo
tranquilli sull’esito che avrebbero avuto queste aperture; e poi
naturalmente andando avanti le cose sono peggiorate come prevedevamo,
ma che questo poi tocchi addirittura giudici ...va bene… onorari,
ma che siedono in tribunale, che devono avere la serenità di
giudicare, che devono essere parte di un sistema di giustizia che dà
garanzie alla collettività, in uno stato di precarietà
così forte, così assoluta, senza né presente né
futuro, in qualche modo senza i diritti fondamentali come la retribuzione
che insomma non è raffrontabile oggi a nessun livello, anche
a livelli iniziali. Ecco, con quale serenità, io mi domando,
ma anche la magistratura ordinaria, per la quale io ho una devozione
personale, anche di famiglia, ma come non avverte questa contraddizione
? O non vi lasciano esercitare il ruolo di giudici nei tribunali, o
devono porsi il problema di farvelo fare con una posizione…un
atteggiamento spirituale, morale, personale adeguato. Il giudice è,
credo io, la funzione più delicata, più dirimente, della
civiltà di una società. Deve essere posto il giudice in
condizioni di avere un’assoluta serenità. Come si può
chiedere a giovani che devono svolgere questo compito di svolgerlo in
una condizione di precarietà così totale. Questo suscita
in tutti i giovani, magistrati o operai, una sorta di disagio che col
tempo può diventare anche risentimento, una sorta di disagio
che non lascia lo spirito del giovane di conformarsi all’interno
della società, perché in qualche modo finisce che il giovane
si sente respinto dalla società. Una società deve dare
gli spazi, deve costruire i percorsi, deve mettere alla prova il giovane
per le sue qualità, non deve trovare, il giovane, ostacoli dall’organizzazione
e quindi a scapito delle sue aspirazioni, delle sue qualità,
e questo è un punto dirimente, che parte da voi, ma che abbraccia
l’intera società. Ha una dimensione e una pericolosità,
secondo me, che dovrebbe essere meglio valutata, anche dalla magistratura.
Io credo che dovrebbe avere, tra le sue aspirazioni, proprio quello
di stabilire un rapporto con la cittadinanza, con le persone che sperano,
si affidano, hanno nella magistratura l’extrema ratio, ecco, questo
è una responsabilità enorme, allora bisogna che tutto
il sistema giudiziario sia equilibrato e sia trasparente. Così
non può essere finché abbiamo questa situazione.
Domanda
n°3
Alessandro Fiore: L'attuale sistema di giustizia onoraria prevede molteplici
figure che, sotto varie denominazioni, svolgono compiti similari; le
sembra accettabile che ad ogni "nome" corrisponda un trattamendo
differenziato per durata e retribuzione?
Risposta n°3
No, a me sembra completamente antistorico e sbagliato. Qui, ahimè,
c’è un problema proprio di ristrutturazione della magistratura.
Insomma andrebbe…come posso dire…poi…si dovrebbe evolvere
un pò. Siamo rimasti noi bloccati ad atteggiamenti…figure
…una storia che è un pò datata. Ma rispetto alle
esigenze della società, che produce anche nuove tipologie di
conflitto, perché avere tante stanze, tante aule di diversa conformazione
e non avere, invece, un unico momento organizzatorio con diversi livelli?
Questo non capisco. Perché si dovrebbe distinguere l’entità
e la gravità dal livello del giudizio che viene richiesto, e
non dalla difformità di giudici, perché questo dà
anche preoccupazione sulla equanimità…tra loro…dei
momenti di giudizio, insomma. Il sospetto che anziché un’aula,
un’altra aula possa giudicare non in modo diverso in sé,
ma con canoni diversi, …che è cosa più complessa..
A me questo sembra completamente sbagliato e fuori luogo e io credo
che sia il governo che l’ordine della magistratura dovrebbero
affrontare il problema in termini molto rigorosi, e mi duole molto che
questo non avvenga ancora, anche se di quando in quando si cerca di
mettere qualche rimedio, come i giudici di pace…insomma, però
anche lì lasciati alla fine nel vago…ecco… la giustizia
non può navigare nel vago, deve navigare nella certezza, almeno
fin quando questa è accessibile ad un essere umano. Il massimo
della certezza che una condizione umana consente, noi lo dobbiamo raggiungere.
E finché non l’abbiamo raggiunta dobbiamo aspirare con
atteggiamenti, con decisioni, con modi di essere, a raggiungerla.
Domanda
n°4
Alberto Morandi: Perchè si guarda con favore alle ipotesi di
stabilizzare altri lavoratori precari, ma questa simpatia non si estende
ai magistrati onorari?
Risposta n°4
E che c’è una certa ritrosia è naturale, una certa
prudenza ad entrare nei problemi della giustizia, della magistratura;
e la gran parte dei cittadini non immagina che ci siano elementi di
precarietà anche tra i magistrati, precarietà come sistema,
e questo sfugge alla logica della gente, e io credo che la gente abbia
ragione a non immaginarlo. Mentre è plausibile che ci siano precari
in un ministero, in un’azienda, lì c’è un
problema di giustizia. Come si fa a immaginare un problema di giustizia
che nasce dalla fonte della giustizia. E’ faticoso entrare in
questo. Non è una questione di simpatia, è una questione
che, insomma, vorrei quasi dire che non si vorrebbe essere costretti
a valutare che c’è questa forma del genere, laddove noi
chiameremo spesso i magistrati a dirimere problemi di questo tipo. E
allora se il giudice a sua volta è imputato diventa complicato.
Quindi il motivo è questo. Ma, ripeto, bisogna assolutamente
che venga affrontato il problema in termini diciamo anche un po’
di ristrutturazione del sistema; io continuo a pensare che sono livelli
che dovrebbero essere tra loro assimilati nelle diverse funzioni e rigraduati
in base all’importanza, alla gravità del giudizio, questo
a me sembra. E a me sembra che la nostra magistratura abbia bisogno
di un’organizzazione che snellisca in modo vero, in modo serio
i tempi che oggi sono…insomma…in valutabili.
Domanda
n°5
Alessandro Fiore: In linea generale, pare che non sembri irragionevole
derogare dal meccanismo di selezione tramite concorso per esami, quando
si può immettere in organico, o anche solo prolungare l'incarico,
di addetti già sperimentati mediante contratto a termine.
Non sarebbe efficiente seguire la medesima logica per il personale requirente
o giudicante?
Risposta n°5
Ma guardi, su questo bisogna approfondire un pò la questione,
perché c’è un problema di credibilità da
un lato del sistema, e c’è un problema di dover affrontare
le ostilità interne alla magistratura, una parte delle quali
credo sia ancorato in un sistema di selezione a garanzia delle capacità
di giudizio. Noi dobbiamo sconfiggere la parte, invece, di questa impostazione
che è portata avanti come scusa. Perciò io su questo,
vede, si potrebbe valutare in modo definitivo davanti a un confronto
che si possa fare con la magistratura e col governo per vedere un pò
la situazione attuale, perché certo i giudici onorari sono seduti
in tribunale, e hanno emesso delle sentenze che hanno valore e vigore
a tutto campo. Non sono sentenze di serie B, non sono provvisorie, non
sono obbligatoriamente sottoposte a un successivo momento di verifica.
Allora, io devo pensare che se la magistratura, la giustizia ordinaria,
lo stesso governo, hanno affidato di dirimere elementi di contrasto
tra cittadini, in via ordinaria, a un gruppo, un corpo che si è
aggiunto, ebbè, insomma, e questi lo hanno fatto e non hanno
avuto nessun rilievo, questo è un punto di partenza fondamentale.
Poi possiamo vedere se c’è qualcosa di abilitante, se c’è
qualcosa di…però…insomma…noi non partiamo da
zero, questo non è un concorso aperto eventualmente alla cittadinanza…bisogna
anche dare seguito alle scelte che si fanno, e dare credibilità
alle scelte fatte. Che deve pensare il cittadino se i magistrati onorari
che li hanno giudicati, il giorno dopo vengono reputati non idonei?…è
un problema di credibilità dell’intero sistema giudiziario…bisogna
che ce se ne renda conto. Non si può lasciare né la provvisorietà
ad aeternum e neppure si può pensare che poi ad un certo punto
si mette, si cala il sipario e si riapre su uno scenario completamente
diverso. Sono due linee di pensiero assolutamente incompatibili con
la realtà. E su questo, è certo, noi non saremo assolutamente
d’accordo.
Domanda
n°6
Alberto Morandi: Ipotizziamo una giustizia italiana del tutto priva
di magistrati onorari.
Di quanti magistrati togati avrebbe bisogno in totale?
Quanti ne dovrebbe reclutare, per completare l'organico attuale?
Risposta n°6
E’ un’ipotesi da non considerare neanche un momento. Ho
detto più volte in questa intervista che sono preoccupato dei
tempi, dell’organizzazione che oggi ha la giustizia, figuriamoci
senza nessun tipo d’intervento strutturale; si tagliano anche
i rami verdi che possono dare un pò di respiro a questa grande
quercia che… andrebbe un pò concimata, un po’ potata,
un pò curata…insomma…rivificata…eh…vivificata!
Allora, è una domanda alla quale dobbiamo dare assolutamente
una risposta, non è una domanda credibile. Noi dobbiamo portare
a compimento questo percorso che credo sia stato accettato, immaginato
e voluto col consenso e assieme alla magistratura ordinaria, perché
altrimenti nessuno avrebbe potuto conferire queste deleghe. E allora
bisogna completare questo percorso. Non possiamo porci il problema di
quanti magistrati ci vorrebbero. No, dobbiamo dire quando saremo in
grado di occupare i magistrati onorari in modo non più tecnicamente
onorario, anche perché questa è una qualificazione del
tutto fuori dalla realtà. Che sia un lavoro onorevole siamo d’accordo,
ma che sia onorario…insomma…è un modo di dire che
è provvisorio, che è un precariato…è un modo
elegante di chiamare il precariato…ma…insomma…io credo
che i primi a dover auspicare e lavorare perché questa fase un
pò troppo lunga di precarietà debba finire insieme a…io
credo…a un ripensamento un pò dei meccanismi, perché
inserirvi e basta, io credo che sarebbe senz’altro un sollievo
per voi, e questo già è una cosa buona, e sarebbe certamente
insomma un sollievo perché non peggiorerebbero le cose, però
io ho l’impressione che il vostro inserimento dovrebbe portare
poi a una ristrutturazione interna; io credo anche di unificare queste
diverse tipologie di magistratura…ripensarle un pò. Io
non ho ricette in questo senso. Credo che sia giusto che la proposta
sia di chi ha la competenza e chi ha la capacità anche di immaginare
come potrebbe essere snellita l’attività e migliorata anche
per chi la pratica. Però, è il problema che, benché
io non abbia la competenza per risolverlo, opterò la responsabilità
di porlo, questo problema. E lo pongo senz’altro. Io credo che
noi dobbiamo ottenere questo momento di riflessione. E poiché
i momenti di riflessione nel nostro paese non sono mai brevi, ecco…bisogna
non considerare però che il momento di riflessione debba essere
prioritario a dispetto della questione della magistratura onoraria,…non
la vedo io così. Io credo che la magistratura onoraria, intanto,
ha una sua logica, una sua funzione, e va intanto stabilizzata. E insieme
a tutto il resto deve partecipare eventualmente, io auspico molto, a
un riassetto un pò interno dei tempi, dell’organizzazione,
delle fasi organizzatorie. Insomma tutto quello che può rendere
più a portata del cittadino anche una funzione così importante
come la giustizia.
Domanda n°7
Alessandro Fiore: Dottor Tarelli, in ultima analisi cosa si sente di
dire alla FederMot ed a tutti i magistrati onorari di tribunale italiani
che leggeranno la sua intervista?
Risposta n°7
Ma io devo dire della Federmot che è un’associazione molto
seria, io lo devo dire con tutto il cuore, perché…ho conosciuto…ho
ascoltato le vostre posizioni, ho visto le vostre lotte e devo dire
che sono totalmente condivise e condivisibili. Credo che i magistrati
onorari debbano sentirsi tranquillizzati dalla vostra azione. Credo
che sia necessario essere molto compatti e molto uniti, perché
il primo problema che si pone davanti a una vicenda così complessa
e così anche non breve…quindi è inutile disperdervi
in rivoli…qui bisogna trovare l’obiettivo fondamentale su
cui convergere, l’intenzione positiva,…e su quella marciare
uniti. Poi verrà il momento delle distinzioni, ma…quando
almeno…si saranno sistemati i fatti fondamentali, vitali per voi.
Quindi io riconosco alla Federmot un grande merito: aver portato fuori
da…circoli chiusi questo problema, anche per il sindacato, perché
senza di voi noi non lo conoscevamo…e quindi credo che anche il
resto dei lavoratori italiani, e l’opinione pubblica…insomma…si
parla di questo problema perché voi siete stati così bravi,
così intelligenti, da porlo in termini positivi, non in termini
di rottura, non in termini di provocazione, ma in termini propositivi…ci
avete costretto tutti a ragionare. E questo è molto importante.
Quindi io devo ringraziarvi perché è un problema di natura
sociale, di natura morale, che era un pò sfuggito all’attenzione
di tutti. Vostro merito è averlo riportato sullo scenario nazionale,
senza perdere la caratura della vostra vocazione. E questo è
un altro grande merito.
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