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Rassegna stampa


INTERVISTA RILASCIATA ALLA FEDER.M.O.T. DAL SEGRETARIO GENERALE DELLA CISL, DOTT. RINO TARELLI

16 aprile2007



Domanda n°1
Alessandro Fiore: La FEDER.M.O.T. rappresenta e tutela gli interessi della magistratura onoraria di tribunale. Lei, Signor Segretario Generale, fin dal luglio scorso ha affiancato il nostro sindacato nella tutela dei diritti di questa categoria di giudici. Come mai la CISL, da Lei rappresentata, ha deciso di appoggiare tali rivendicazioni?

Risposta n°1
Per una serie di motivi. Primo motivo è la rivendicazione di operatori della giustizia di alta qualificazione che come tanti altri lavoratori non vedono riconosciuti i loro diritti e pure sono fondamentali per lo svolgimento, diciamo, ordinato della giustizia; e quindi è un dovere per il sindacato occuparsi di queste questioni che entrano nella normale vita lavorativa, a prescindere dalla qualità della specializzazione . Poi c’è anche il fatto che effettivamente il nostro impiantodi giustizia è un impianto che ha mostrato la corda continuamente, e certamente non per il valore dei magistrati che è altissimo ma, probabilmente, per una difficoltà di ordine organizzatorio legato anche alle disponibilità economiche e, soprattutto, legato a un impianto che credo sia un po’ in ritardo rispetto all’evoluzione dei tempi. Quindi l’inserimento di forze giovani che hanno una vocazione e che hanno dimostrato in questi anni anche di tenere molto il passo con le esigenze della giustizia, e soprattutto dei cittadini che hanno anche il diritto di avere risposte dalla giustizia in tempi ragionevoli perché, insomma, il cittadino è a disagio. Quindi non è una difesa di categoria, non è una difesa dei magistrati onorari in quanto tali, quelli li difendiamo in quanto lavoratori. Però è anche questo desiderio di contribuire a snellire un pò…ad aiutare un pò la situazione, questa spinta.

Domanda n°2
Alberto Morandi: Il Magistrato onorario di Tribunale, sebbene reclutato per mezzo di un concorso per titoli con nomina del Consiglio Superiore della Magistratura ratificata dal Ministro della Giustizia e con una competenza estesa sia in materia civile che penale, è un magistrato precario, retribuito con un gettone di Euro 72,00 netti ad udienza a titolo di indennità, privo di ferie, trattamenti assistenziali, previdenziali o di maternità: come valuta questa peculiare forma di precariato attinente le funzioni della magistratura onoraria rispetto al precariato diffuso nella pubblica amministrazione in generale?

Risposta n°2
Beh, lo valuto molto male; perché io capisco le difficoltà del precariato, laddove è stato inserito con un errato calcolo sull’organizzazione del lavoro che deriva dagli interessi economici che sono stati alle spalle di questa scelta, ma che ha ridotto le persone sul piano proprio, fondamentale della costruzione del loro futuro in una situazione di precarietà continua che impedisce anche la programmazione della propria vita. Quindi, su questo, noi siamo stati fin dall’inizio; addirittura fin dal pacchetto Treu noi non eravamo tranquilli sull’esito che avrebbero avuto queste aperture; e poi naturalmente andando avanti le cose sono peggiorate come prevedevamo, ma che questo poi tocchi addirittura giudici ...va bene… onorari, ma che siedono in tribunale, che devono avere la serenità di giudicare, che devono essere parte di un sistema di giustizia che dà garanzie alla collettività, in uno stato di precarietà così forte, così assoluta, senza né presente né futuro, in qualche modo senza i diritti fondamentali come la retribuzione che insomma non è raffrontabile oggi a nessun livello, anche a livelli iniziali. Ecco, con quale serenità, io mi domando, ma anche la magistratura ordinaria, per la quale io ho una devozione personale, anche di famiglia, ma come non avverte questa contraddizione ? O non vi lasciano esercitare il ruolo di giudici nei tribunali, o devono porsi il problema di farvelo fare con una posizione…un atteggiamento spirituale, morale, personale adeguato. Il giudice è, credo io, la funzione più delicata, più dirimente, della civiltà di una società. Deve essere posto il giudice in condizioni di avere un’assoluta serenità. Come si può chiedere a giovani che devono svolgere questo compito di svolgerlo in una condizione di precarietà così totale. Questo suscita in tutti i giovani, magistrati o operai, una sorta di disagio che col tempo può diventare anche risentimento, una sorta di disagio che non lascia lo spirito del giovane di conformarsi all’interno della società, perché in qualche modo finisce che il giovane si sente respinto dalla società. Una società deve dare gli spazi, deve costruire i percorsi, deve mettere alla prova il giovane per le sue qualità, non deve trovare, il giovane, ostacoli dall’organizzazione e quindi a scapito delle sue aspirazioni, delle sue qualità, e questo è un punto dirimente, che parte da voi, ma che abbraccia l’intera società. Ha una dimensione e una pericolosità, secondo me, che dovrebbe essere meglio valutata, anche dalla magistratura. Io credo che dovrebbe avere, tra le sue aspirazioni, proprio quello di stabilire un rapporto con la cittadinanza, con le persone che sperano, si affidano, hanno nella magistratura l’extrema ratio, ecco, questo è una responsabilità enorme, allora bisogna che tutto il sistema giudiziario sia equilibrato e sia trasparente. Così non può essere finché abbiamo questa situazione.

Domanda n°3
Alessandro Fiore: L'attuale sistema di giustizia onoraria prevede molteplici figure che, sotto varie denominazioni, svolgono compiti similari; le sembra accettabile che ad ogni "nome" corrisponda un trattamendo differenziato per durata e retribuzione?

Risposta n°3
No, a me sembra completamente antistorico e sbagliato. Qui, ahimè, c’è un problema proprio di ristrutturazione della magistratura. Insomma andrebbe…come posso dire…poi…si dovrebbe evolvere un pò. Siamo rimasti noi bloccati ad atteggiamenti…figure …una storia che è un pò datata. Ma rispetto alle esigenze della società, che produce anche nuove tipologie di conflitto, perché avere tante stanze, tante aule di diversa conformazione e non avere, invece, un unico momento organizzatorio con diversi livelli? Questo non capisco. Perché si dovrebbe distinguere l’entità e la gravità dal livello del giudizio che viene richiesto, e non dalla difformità di giudici, perché questo dà anche preoccupazione sulla equanimità…tra loro…dei momenti di giudizio, insomma. Il sospetto che anziché un’aula, un’altra aula possa giudicare non in modo diverso in sé, ma con canoni diversi, …che è cosa più complessa.. A me questo sembra completamente sbagliato e fuori luogo e io credo che sia il governo che l’ordine della magistratura dovrebbero affrontare il problema in termini molto rigorosi, e mi duole molto che questo non avvenga ancora, anche se di quando in quando si cerca di mettere qualche rimedio, come i giudici di pace…insomma, però anche lì lasciati alla fine nel vago…ecco… la giustizia non può navigare nel vago, deve navigare nella certezza, almeno fin quando questa è accessibile ad un essere umano. Il massimo della certezza che una condizione umana consente, noi lo dobbiamo raggiungere. E finché non l’abbiamo raggiunta dobbiamo aspirare con atteggiamenti, con decisioni, con modi di essere, a raggiungerla.

Domanda n°4
Alberto Morandi: Perchè si guarda con favore alle ipotesi di stabilizzare altri lavoratori precari, ma questa simpatia non si estende ai magistrati onorari?

Risposta n°4
E che c’è una certa ritrosia è naturale, una certa prudenza ad entrare nei problemi della giustizia, della magistratura; e la gran parte dei cittadini non immagina che ci siano elementi di precarietà anche tra i magistrati, precarietà come sistema, e questo sfugge alla logica della gente, e io credo che la gente abbia ragione a non immaginarlo. Mentre è plausibile che ci siano precari in un ministero, in un’azienda, lì c’è un problema di giustizia. Come si fa a immaginare un problema di giustizia che nasce dalla fonte della giustizia. E’ faticoso entrare in questo. Non è una questione di simpatia, è una questione che, insomma, vorrei quasi dire che non si vorrebbe essere costretti a valutare che c’è questa forma del genere, laddove noi chiameremo spesso i magistrati a dirimere problemi di questo tipo. E allora se il giudice a sua volta è imputato diventa complicato. Quindi il motivo è questo. Ma, ripeto, bisogna assolutamente che venga affrontato il problema in termini diciamo anche un po’ di ristrutturazione del sistema; io continuo a pensare che sono livelli che dovrebbero essere tra loro assimilati nelle diverse funzioni e rigraduati in base all’importanza, alla gravità del giudizio, questo a me sembra. E a me sembra che la nostra magistratura abbia bisogno di un’organizzazione che snellisca in modo vero, in modo serio i tempi che oggi sono…insomma…in valutabili.

Domanda n°5
Alessandro Fiore: In linea generale, pare che non sembri irragionevole derogare dal meccanismo di selezione tramite concorso per esami, quando si può immettere in organico, o anche solo prolungare l'incarico, di addetti già sperimentati mediante contratto a termine.
Non sarebbe efficiente seguire la medesima logica per il personale requirente o giudicante?

Risposta n°5
Ma guardi, su questo bisogna approfondire un pò la questione, perché c’è un problema di credibilità da un lato del sistema, e c’è un problema di dover affrontare le ostilità interne alla magistratura, una parte delle quali credo sia ancorato in un sistema di selezione a garanzia delle capacità di giudizio. Noi dobbiamo sconfiggere la parte, invece, di questa impostazione che è portata avanti come scusa. Perciò io su questo, vede, si potrebbe valutare in modo definitivo davanti a un confronto che si possa fare con la magistratura e col governo per vedere un pò la situazione attuale, perché certo i giudici onorari sono seduti in tribunale, e hanno emesso delle sentenze che hanno valore e vigore a tutto campo. Non sono sentenze di serie B, non sono provvisorie, non sono obbligatoriamente sottoposte a un successivo momento di verifica. Allora, io devo pensare che se la magistratura, la giustizia ordinaria, lo stesso governo, hanno affidato di dirimere elementi di contrasto tra cittadini, in via ordinaria, a un gruppo, un corpo che si è aggiunto, ebbè, insomma, e questi lo hanno fatto e non hanno avuto nessun rilievo, questo è un punto di partenza fondamentale. Poi possiamo vedere se c’è qualcosa di abilitante, se c’è qualcosa di…però…insomma…noi non partiamo da zero, questo non è un concorso aperto eventualmente alla cittadinanza…bisogna anche dare seguito alle scelte che si fanno, e dare credibilità alle scelte fatte. Che deve pensare il cittadino se i magistrati onorari che li hanno giudicati, il giorno dopo vengono reputati non idonei?…è un problema di credibilità dell’intero sistema giudiziario…bisogna che ce se ne renda conto. Non si può lasciare né la provvisorietà ad aeternum e neppure si può pensare che poi ad un certo punto si mette, si cala il sipario e si riapre su uno scenario completamente diverso. Sono due linee di pensiero assolutamente incompatibili con la realtà. E su questo, è certo, noi non saremo assolutamente d’accordo.

Domanda n°6
Alberto Morandi: Ipotizziamo una giustizia italiana del tutto priva di magistrati onorari.
Di quanti magistrati togati avrebbe bisogno in totale?
Quanti ne dovrebbe reclutare, per completare l'organico attuale?

Risposta n°6
E’ un’ipotesi da non considerare neanche un momento. Ho detto più volte in questa intervista che sono preoccupato dei tempi, dell’organizzazione che oggi ha la giustizia, figuriamoci senza nessun tipo d’intervento strutturale; si tagliano anche i rami verdi che possono dare un pò di respiro a questa grande quercia che… andrebbe un pò concimata, un po’ potata, un pò curata…insomma…rivificata…eh…vivificata! Allora, è una domanda alla quale dobbiamo dare assolutamente una risposta, non è una domanda credibile. Noi dobbiamo portare a compimento questo percorso che credo sia stato accettato, immaginato e voluto col consenso e assieme alla magistratura ordinaria, perché altrimenti nessuno avrebbe potuto conferire queste deleghe. E allora bisogna completare questo percorso. Non possiamo porci il problema di quanti magistrati ci vorrebbero. No, dobbiamo dire quando saremo in grado di occupare i magistrati onorari in modo non più tecnicamente onorario, anche perché questa è una qualificazione del tutto fuori dalla realtà. Che sia un lavoro onorevole siamo d’accordo, ma che sia onorario…insomma…è un modo di dire che è provvisorio, che è un precariato…è un modo elegante di chiamare il precariato…ma…insomma…io credo che i primi a dover auspicare e lavorare perché questa fase un pò troppo lunga di precarietà debba finire insieme a…io credo…a un ripensamento un pò dei meccanismi, perché inserirvi e basta, io credo che sarebbe senz’altro un sollievo per voi, e questo già è una cosa buona, e sarebbe certamente insomma un sollievo perché non peggiorerebbero le cose, però io ho l’impressione che il vostro inserimento dovrebbe portare poi a una ristrutturazione interna; io credo anche di unificare queste diverse tipologie di magistratura…ripensarle un pò. Io non ho ricette in questo senso. Credo che sia giusto che la proposta sia di chi ha la competenza e chi ha la capacità anche di immaginare come potrebbe essere snellita l’attività e migliorata anche per chi la pratica. Però, è il problema che, benché io non abbia la competenza per risolverlo, opterò la responsabilità di porlo, questo problema. E lo pongo senz’altro. Io credo che noi dobbiamo ottenere questo momento di riflessione. E poiché i momenti di riflessione nel nostro paese non sono mai brevi, ecco…bisogna non considerare però che il momento di riflessione debba essere prioritario a dispetto della questione della magistratura onoraria,…non la vedo io così. Io credo che la magistratura onoraria, intanto, ha una sua logica, una sua funzione, e va intanto stabilizzata. E insieme a tutto il resto deve partecipare eventualmente, io auspico molto, a un riassetto un pò interno dei tempi, dell’organizzazione, delle fasi organizzatorie. Insomma tutto quello che può rendere più a portata del cittadino anche una funzione così importante come la giustizia.


Domanda n°7
Alessandro Fiore: Dottor Tarelli, in ultima analisi cosa si sente di dire alla FederMot ed a tutti i magistrati onorari di tribunale italiani che leggeranno la sua intervista?

Risposta n°7
Ma io devo dire della Federmot che è un’associazione molto seria, io lo devo dire con tutto il cuore, perché…ho conosciuto…ho ascoltato le vostre posizioni, ho visto le vostre lotte e devo dire che sono totalmente condivise e condivisibili. Credo che i magistrati onorari debbano sentirsi tranquillizzati dalla vostra azione. Credo che sia necessario essere molto compatti e molto uniti, perché il primo problema che si pone davanti a una vicenda così complessa e così anche non breve…quindi è inutile disperdervi in rivoli…qui bisogna trovare l’obiettivo fondamentale su cui convergere, l’intenzione positiva,…e su quella marciare uniti. Poi verrà il momento delle distinzioni, ma…quando almeno…si saranno sistemati i fatti fondamentali, vitali per voi. Quindi io riconosco alla Federmot un grande merito: aver portato fuori da…circoli chiusi questo problema, anche per il sindacato, perché senza di voi noi non lo conoscevamo…e quindi credo che anche il resto dei lavoratori italiani, e l’opinione pubblica…insomma…si parla di questo problema perché voi siete stati così bravi, così intelligenti, da porlo in termini positivi, non in termini di rottura, non in termini di provocazione, ma in termini propositivi…ci avete costretto tutti a ragionare. E questo è molto importante. Quindi io devo ringraziarvi perché è un problema di natura sociale, di natura morale, che era un pò sfuggito all’attenzione di tutti. Vostro merito è averlo riportato sullo scenario nazionale, senza perdere la caratura della vostra vocazione. E questo è un altro grande merito.