Adeiaide
Pierucci
All'inaugurazione dell'anno giudiziario qualcuno di loro è andato,
ma solo per annunciare la posizione, dura, della categoria e soprattutto
per annunciare che da domani si asterranno per cinque giorni da celebrare
processi. In linea con i colleghi di tutta Italia. Sono sul piede di
guerra, a piazzale Godio, i magistrati onorari. «La vera emergenza
della giustizia italiana, secondo noi, è la cronica formazione
dell'arretrato. Un fenomeno ciclico e come tale non può più
essere affrontato con rimedi una tantum». Raimondo Orrù,
in rappresentanza della Feder.M.O.T. (la federazione magistrati onorari
di tribunale), ieri ha parlato in nome dei 200 colleghi che lavorano
del distretto giudiziario capitolino rivolgendosi in particolare al
sottosegretario alla giustizia Luigi Scotti e al presidente della corte
d'appello Giovanni Francesco Lo Turco. «A partire da lunedì
29 gennaio - ha detto subito - ci asterremo, per cinque giorni, dalle
udienze civili e pe-nali. Se si vuole davvero realizzare il principio
del giusto processo, occorre prevenirla la formazione
dell'arretrato. Ecco perché speriamo che ci venga consentito
di prestare la nostra opera a tempo pieno e continuativamente: il problema
dell'eccessiva durata dei processi sarebbe invece risolto in maniera
definitiva». Per questo Orrù nell'occasione ha presentato
tre proposte di modifica dell'incarico dei Got (giudici onorari di tribunale)
e dei Vpo (vice procuratori onorari): «Reiterabilità dell'incarico
onorario per un illimitato numero di mandati temporanei, al fine di
non di sperdere le professionalità maturate grazie all'osmosi
con i magistrati di ruolo; individuazione di competenze specìfiche
da riservarci e devolvendo ai magistrati di carriera le cause di particolare
allarme sociale o di maggiore complessità; retribuzione delle
sentenze e di provvedimenti definitori secondo criteri merito-cratici.
Il ministro Mastella invece dice che il Governo non ha soldi per noi.
Ma se ci fermiamo a oltranza sono guai. Piazzale Clodio rischia il collasso».
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